Sicurezza stradale, anche a Milano partecipato presidio sotto il Comune

In concomitanza con la mobilitazione torinese, i cittadini si sono riuniti in presidio in via Antonini e successivamente in piazza della Scala per chiedere interventi urgenti alle istituzioni. Al centro dell'iniziativa la richiesta di ridisegnare le strade, aumentare i controlli e fermare la strage quotidiana di pedoni, ciclisti e motociclisti: "Non si tratta di fatalità"

presidio sicurezza stradale Milano

La mobilitazione per la sicurezza stradale non si ferma a Torino. Martedì 29 settembre, in concomitanza con il presidio organizzato nel capoluogo piemontese, decine di persone si sono date appuntamento a Milano prima in via Antonini (angolo via Ada Negri) e successivamente in piazza della Scala, sotto Palazzo Marino, per denunciare la situazione critica delle strade urbane e chiedere risposte concrete all’amministrazione comunale verso la sicurezza stradale.

Dal presidio è arrivata una richiesta chiara all’indirizzo degli assessorati competenti: “Cinque persone morte in dieci giorni tra Milano e Torino. Non è una fatalità: è il segnale di un sistema che non protegge chi si sposta a piedi, in bici o in moto. Chiediamo che le istituzioni riconoscano pubblicamente il problema e si attivino con tutte le risorse disponibili per fare luce sulle cause e proporre soluzioni efficaci”.

Nel corso del presidio per la sicurezza stradale di Milano, le associazioni e i cittadini intervenuti hanno ribadito le richieste chiave rivolte alle istituzioni locali: intervenire sulla progettazione urbanistica riducendo la larghezza eccessiva delle carreggiate che incentivano l’alta velocità, mettere in sicurezza gli attraversamenti pedonali e realizzare una rete continua di piste ciclabili protette.

Tra le priorità avanzate figurano inoltre la necessità di incrementare i controlli e le sanzioni contro la sosta irregolare, in particolare in doppia fila e sui marciapiedi. Ma anche di promuovere campagne di comunicazione efficaci, affinché la tutela della vita umana in strada diventi una priorità strutturale dell’agenda politica e amministrativa della città.

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