La crisi energetica legata al nuovo scenario geopolitico riporta al centro il tema della sicurezza degli approvvigionamenti. Secondo dieci associazioni aderenti al Coordinamento Free, insieme a Ecofuturo, la risposta dovrebbe puntare soprattutto su interventi in grado di ridurre strutturalmente i consumi di combustibili fossili e la dipendenza dalle importazioni.
L’appello arriva da Aicarr, Arse, AssoEge, Ater, Distretto Pugliese La Nuova Energia, Federidroelettrica, Fire, Kyoto Club, Legambiente e Italcogen, che indicano efficienza energetica, rinnovabili ed elettrificazione come strumenti da attivare anche nel breve periodo.
L’esposizione dell’Italia a gas e petrolio
Nel documento le associazioni richiamano i dati Eurostat relativi al 2024 per evidenziare la dipendenza energetica dei diversi settori.
Il gas rappresentava il 42% dei consumi finali dell’industria, pari a 9,7 Mtep su 22,9, e il 41% dei consumi del settore residenziale e terziario, con 19,3 Mtep su 46,6. Ancora più elevata era la dipendenza dei trasporti dai prodotti petroliferi, pari al 92%.
A questa esposizione diretta, secondo le associazioni, si aggiunge quella legata alla produzione elettrica. Nel periodo gennaio-luglio la quota di produzione netta attribuita al gas naturale è stata del 54%, secondo i dati Terna. Il peso del gas nel mix elettrico contribuisce quindi a trasferire le variazioni del prezzo del metano anche sui costi dell’elettricità per famiglie e imprese.
Elettrificazione, rinnovabili ed efficienza
Secondo il Coordinamento Free, una parte della risposta può arrivare dall’elettrificazione degli usi finali, accompagnata da una maggiore produzione da fonti rinnovabili.
Pompe di calore, processi industriali e mobilità possono progressivamente sostituire una parte dei consumi di combustibili fossili. A questi interventi le associazioni affiancano flessibilità della domanda e sistemi di accumulo elettrici e termici, per spostare una quota crescente dei consumi verso energia prodotta sul territorio.
Nel documento viene inoltre indicata la necessità di intervenire sulle regole di mercato e sulle connessioni, così da trasferire agli utenti i benefici associati alle fonti energetiche a minore costo.
Le sette richieste al Governo
Le associazioni chiedono innanzitutto di avviare una campagna nazionale sull’efficienza energetica e sulle rinnovabili, rivolta a famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni, in vista dell’inverno.
Il secondo intervento riguarda il recepimento delle direttive europee EED 2023/1791 ed EPBD 2024/1275, per le quali il documento segnala il superamento dei termini di recepimento. L’obiettivo indicato è applicare il principio dell’“efficienza energetica al primo posto”, intervenendo anche sulla riduzione dei consumi della pubblica amministrazione e sulla riqualificazione degli edifici pubblici.
Il terzo punto riguarda il decreto Fer-T per il calore rinnovabile nei processi produttivi. Le associazioni chiedono tempi rapidi, una dotazione superiore ai 60 milioni di euro indicati nella bozza citata nel documento e un quadro definito anche per gli interventi di maggiore dimensione e per l’utilizzo di elettricità rinnovabile nei carichi termici industriali e civili.
Tra le altre richieste figurano l’avvio delle aste dei certificati bianchi, il rinnovo e il rafforzamento del Fondo nazionale per l’efficienza energetica e un quadro pluriennale stabile per le detrazioni fiscali sugli interventi di efficienza.
L’ultima proposta riguarda il coordinamento delle risorse legate al recepimento della direttiva EPBD con quelle del Piano Sociale per il Clima, con particolare attenzione alle famiglie vulnerabili che vivono nell’edilizia privata e alle microimprese.
Investimenti e strumenti finanziari
Le associazioni sottolineano anche il vincolo rappresentato dai conti pubblici. Nel documento viene richiamato un deficit del 3,1% del Pil nel 2025 e la permanenza dell’Italia nella procedura per disavanzo eccessivo.
Per questo viene chiesto di privilegiare strumenti capaci di mobilitare investimenti privati limitando l’impatto sulla finanza pubblica, come aste competitive, meccanismi di mercato, garanzie e fondi rotativi.
L’obiettivo indicato è ridurre in modo strutturale i consumi energetici e la dipendenza dalle importazioni, evitando che la risposta alla crisi si limiti a misure temporanee di sostegno alle bollette.



