Città Ue a emissioni zero, a che punto sono quelle italiane

A quattro anni dalla selezione per la Missione Ue, Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma e Torino sono alle prese con il passaggio più complesso: trasformare piani e obiettivi in interventi concreti e investimenti. Comunità energetiche, riqualificazione degli edifici, teleriscaldamento, mobilità sostenibile e nuovi impianti da fonti rinnovabili sono solo alcuni dei progetti messi in campo, insieme a nuovi modelli di collaborazione con imprese, associazioni e cittadini.

Città Ue a emissioni zero, a che punto sono quelle italiane

Nove città italiane, un obiettivo: raggiungere la neutralità climatica entro il 2030. A quattro anni dalla selezione per la Missione Ue, Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma e Torino sono alle prese con il passaggio più complesso: trasformare piani e obiettivi in interventi concreti e investimenti. Comunità energetiche, riqualificazione degli edifici, teleriscaldamento, mobilità sostenibile e nuovi impianti da fonti rinnovabili sono solo alcuni dei progetti messi in campo, insieme a nuovi modelli di collaborazione con imprese, associazioni e cittadini.

A raccontare questo percorso, in cui la transizione climatica prende forma dai progetti delle città, è il Quaderno dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS ETS) che fa il punto sui progressi compiuti, i progetti avviati e le barriere che ancora ostacolano la transizione entro il 2030. Il Quaderno sarà presentato mercoledì 30 settembre 2026, dalle 14 alle 17, nella Sala Tassinari di Palazzo d’Accursio, in piazza Maggiore a Bologna, durante l’incontro “Missione UE 100 città per la neutralità climatica: le innovazioni delle nove città italiane”.

A distanza di due anni dal primo Quaderno su questo processo ambizioso, il nuovo lavoro dell’ASviS restituisce un quadro in rapida evoluzione. Tutte le nove città hanno ottenuto l’EU Mission Label della Commissione europea e i loro Climate City Contract hanno raccolto complessivamente oltre 600 firmatari, tra imprese, organizzazioni della società civile, istituzioni e fornitori di servizi. Al percorso si affianca il rafforzamento del dialogo con il livello nazionale, con il programma di finanziamento di 11,8 milioni di euro annunciato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per sostenere interventi nei settori delle energie rinnovabili, dell’efficienza energetica e della mobilità sostenibile.

Pierluigi Stefanini, presidente dell’ASviS: «Il ruolo delle città è cruciale per attuare le politiche europee di transizione energetica. Nelle aree urbane si concentrano trasporti, edifici e industrie: questo permette interventi mirati sull’efficienza energetica, sulle rinnovabili e sulla mobilità sostenibile. Con questo Quaderno vogliamo mettere a disposizione delle altre realtà locali le esperienze delle nove città italiane, favorendo la conoscenza di progetti innovativi e replicabili».

Il Quaderno – curato da Giovanni Fini, Daniela Luise e Anna Lisa Boni e realizzato con la collaborazione dell’associazione Agende 21 Locali Italiane – raccoglie lo stato di avanzamento dei percorsi in atto e una selezione di progetti innovativi, significativi e replicabili, guardando anche alle condizioni necessarie per trasformare gli obiettivi in risultati: collaborazione tra istituzioni, imprese e cittadinanza, strumenti finanziari, gestione dei dati e scambio di competenze tra città.

Tra i nodi ancora da sciogliere emergono le barriere istituzionali, normative e organizzative e la necessità di una governance multilivello, capace di accompagnare l’ambizione delle città con strumenti e risorse adeguati.

“Il Quaderno fotografa una realtà molto dinamica in cui città pioniere lavorano in un contesto di collaborazione e cooperazione e vuole essere un testimone di questa importante e significativa fase di transizione che le città italiane stanno compiendo”, aggiunge Daniela Luise, Gruppo di Lavoro 11 “Città sostenibile” ASviS e direttrice del Coordinamento Agende 21 Locali Italiane. Una prospettiva che supera i confini delle singole amministrazioni e guarda alla possibilità di estendere l’esperienza all’intero sistema dei Comuni italiani.

“Se queste città riusciranno a dimostrare che vivere in un’area urbana a zero emissioni significa avere aria respirabile, una mobilità più fluida, edifici che non sprecano energia e, di conseguenza, bollette più basse e maggiore giustizia sociale, faranno da apripista per l’intero Paese”, afferma Anna Lisa Boni, assessora alla Missione Clima 2030 del Comune di Bologna.

Dalla pubblicazione emerge una situazione che affianca alla trasformazione delle infrastrutture energetiche nuove forme di informazione e partecipazione, come gli sportelli unici a sostegno della riqualificazione energetica degli edifici. L’obiettivo è rendere le esperienze utili anche ai Comuni che non fanno parte della Missione, alle associazioni, al terzo settore e al mondo economico.

Il Quaderno ASviS “Missione neutralità climatica: le innovazioni delle nove città italiane” è disponibile per la consultazione e il download al seguente link

Articolo precedenteGreen Game, la sostenibilità torna sui banchi di scuola: al via la 14ª edizione
Articolo successivoComunità energetiche, chiesta proroga incentivi al 2030