Mobilità Bike to Uni 2026, sfida sulla mobilità sostenibile fino al 15 dicembre

Bike to Uni 2026, sfida sulla mobilità sostenibile fino al 15 dicembre

Dal 16 settembre al 15 dicembre si tiene la seconda edizione della challenge green promossa da Università degli Studi di Bergamo e Politecnico di Milano nell’ambito del progetto Pnrr Most. Tra le novità del 2026, la competizione tra comunità universitarie e la possibilità di registrare gli spostamenti del weekend, anche a piedi

Bike to Uni

Università degli Studi di Bergamo e Politecnico di Milano si sfidano a colpi di pedale, passi e chilometri percorsi in monopattino. Entra nel vivo la seconda edizione di Bike to Uni, la challenge sulla mobilità sostenibile che dal 16 settembre al 15 dicembre coinvolge studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo delle due università. L’iniziativa, gratuita e a partecipazione volontaria, è promossa dai due Atenei in collaborazione con Wecity, nell’ambito del progetto Pnrr Most – Centro nazionale per la Mobilità sostenibile.

La sfida tra università si basa sui chilometri percorsi in bicicletta pro capite: il valore è calcolato dividendo il totale dei chilometri percorsi in bicicletta dai partecipanti di ciascun ateneo per il totale della popolazione universitaria, considerando studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo. L’ateneo che otterrà il valore più alto sarà premiato.

Come funziona Bike to Uni

Per i partecipanti, Bike to Uni prevede tre classifiche individuali. La classifica generale considera il totale dei punti accumulati nei percorsi dal lunedì al venerdì verso o dalla rispettiva sede universitaria, tra le sedi di ateneo e i punti extra, dai quali prende avvio o dove si conclude la camminata/pedalata. La classifica costanza tiene conto del numero totale di giorni attivi nei tragitti casa-università dal lunedì al venerdì, mentre la classifica tempo libero – novità di quest’anno, insieme alla possibilità di conteggiare anche i chilometri percorsi a piedi – considera i chilometri registrati nei weekend durante tutto il periodo della challenge.

Ciascun ateneo potrà inoltre attivare classifiche interne dedicate a corsi di studio, strutture amministrative, dipartimenti, sedi o altre categorie organizzative. Per i partecipanti sono previsti diversi premi: al primo classificato sarà assegnata una e-bike Most in uso gratuito per un periodo prestabilito, mentre tra gli altri premi figurano poncho, copriscarpe, coprizaino e luci per bicicletta. Durante la challenge saranno inoltre proposte mini-sfide settimanali con premi dedicati. Il regolamento completo e le istruzioni per partecipare sono disponibili qui.

Si tratta di una sfida che invita tutta la comunità universitaria a scegliere la bicicletta, come spiega la professoressa Annalisa Cristini, prorettrice con delega al Welfare e allo Sviluppo sostenibile dell’Università degli Studi di Bergamo: “Da quest’anno valgono anche i chilometri percorsi durante il weekend, così da coinvolgere anche chi non può utilizzare la bici negli spostamenti quotidiani verso l’università. Pedalare significa prendersi cura della propria salute e contribuire a un ambiente più sostenibile: un piccolo gesto quotidiano in linea con gli obiettivi di benessere e sostenibilità dell’ateneo”.

Una sfida dal valore culturale

Per Alessandro Perego, vicerettore per lo Sviluppo sostenibile e Impatto del Politecnico di Milano, iniziative come Bike to Uni hanno soprattutto un importante valore culturale: “Aiutano a trasformare comportamenti virtuosi in abitudini quotidiane e ci ricordano che ciascuno di noi, con le proprie scelte, può dare il buon esempio e contribuire a generare un cambiamento di più ampia portata. È anche per questo che Bike to Uni rientra tra le azioni previste dal Piano Spostamenti Casa-Università (Pscu) del Politecnico di Milano”.

La vera sfida, infatti, non è tanto accumulare chilometri e scalare una classifica. “La vera sfida – aggiunge Perego – è coinvolgere sempre più persone, dentro e fuori l’ateneo, creando quella massa critica capace di produrre un reale cambiamento e di trasformare ciascun partecipante in un possibile ambassador della mobilità sostenibile”.

L’obiettivo è contribuire a promuovere una mobilità più sostenibile all’interno delle comunità universitarie, rendendo gli spostamenti sostenibili semplici da praticare e misurabili nei loro effetti. “L’introduzione dei percorsi nel tempo libero – spiega Paolo Ferri, Ceo e Founder di Wecity – amplia ulteriormente il perimetro dell’iniziativa, riconoscendo il valore di ogni chilometro percorso in modo sostenibile, non solo negli spostamenti verso l’università. Per Wecity si tratta di un’opportunità concreta per favorire una mobilità quotidiana più attiva, consapevole e sostenibile”.