Il Parlamento Ue chiede all Cop31 di accelerare l’uscita dai fossili

Eliminazione dei combustibili fossili più rapida, maggiori finanziamenti per il clima e un sostegni più cospicui ai paesi vulnerabili. Questo ciò che chiede in estrema sintesi la risoluzione adottata dalla Commissione Ambiente del Parlamento Ue alla COP31, in programma dal 9 al 20 novembre ad Antalya in Turchia. Il Parlamento nel suo insieme voterà la risoluzione finale durante la sessione plenaria del 19-22 ottobre. Una delegazione di 15 delegati, guidata da Lídia Pereira (PPE, PT), parteciperà ai colloqui sul clima

Il Parlamento Ue chiede all Cop31 di accelerare l’uscita dai fossili

Eliminazione dei combustibili fossili più rapida, maggiori finanziamenti per il clima e un sostegni più cospicui ai paesi vulnerabili. Questo ciò che chiede in estrema sintesi la risoluzione adottata dalla Commissione Ambiente del Parlamento europeo alla COP31, in programma dal 9 al 20 novembre ad Antalya in Turchia. Il vertice sul clima si concentrerà sull’avanzamento della transizione lontano dai combustibili fossili, sul lancio del processo per il prossimo inventario globale e sull’aumento dei finanziamenti climatici, anche attraverso l’operatività del nuovo obiettivo quantificatio collettivo (NCQG) concordato alla COP29.

Il Parlamento nel suo insieme voterà la risoluzione finale durante la sessione plenaria del 19-22 ottobre. Una delegazione di 15 delegati, guidata da Lídia Pereira (PPE, PT), parteciperà ai colloqui sul clima dal 16 al 20 novembre.

In quella che adesso è ancora una bozza di risoluzione, gli eurodeupetati sottolineano che il 2025 è stato uno degli anni più caldi mai registrati e che l’Europa rimane il continente che si riscalda più velocemente. Sottolineano la necessità per l’UE di continuare a guidare un’azione ambiziosa per il clima. Notando che l’UE è attualmente sulla strada per ridurre le emissioni nette di gas serra di circa il 54% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 se gli Stati membri attueranno pienamente le misure esistenti e pianificate, segnalano tuttavia con preoccupazione dati preliminari che dimostrano che le emissioni dell’UE sono aumentate dell’1% tra il 2024 e il 2025. I deupretati invitano gli Stati membri a colmare questo divario e la Commissione a sostenerli, e sottolineano che tutte le politiche dell’UE devono rimanere in linea con l’accordo di Parigi e guidate dalla migliore scienza disponibile.

Eliminzione graduale dei combustibili fossili

Il testo esorta tutte le parti a far avanzare la tabella di marcia sulla transizione dai combustibili fossili, come concordato alla precedente conferenza sul clima COP30. I deureati in esiditano che l’UE assunga un ruolo di primo piano nei negoziati per un trattato di non proliferazione dei combustibili fossili e per piani a tempo limitato per eliminare gradualmente i sussidi e la produzione di combustibili fossili, esortando l’UE a dare l’esempio con la propria tempistica e strategia per un’eliminazione graduale a livello economico. Evidenziano anche le vulnerabilità create dalla dipendenza dai combustibili fossili in un momento di instabilità geopolitica e l’importanza della decarbonizzazione per l’autonomia strategica dell’UE.

Aumentare le finanze climatiche

I deprotati sottolineano che il divario tra le esigenze di finanziamento del clima e ciò che viene attualmente fornito è significativo e in crescita e invitano che venga affrontato con urgenza. Pur notando che l’UE e i suoi Stati membri rimangono i maggiori fornitori di finanziamenti pubblici per il clima, chiedono continui aumenti dei contributi, in particolare attraverso sovvenzioni e finanziamenti altamente concessio, e mettono in guardia contro il doppio conteggio o la riclassificazione dei fondi esistenti per soddisfare il NCQG. La risoluzione chiede anche che i finanziamenti climatici siano stanziati in modo da non peggiorare l’onere del debito sui paesi vulnerabili al clima, dando priorità ai finanziamenti basati su sovvenzioni e agli strumenti di riduzione del debito.

Adattamento, perdita e danno

Notando che fino a 3,6 miliardi di persone vivono in contesti altamente vulnerabili ai cambiamenti climatici, i deuputati chiedono un rapido aumento di finanziamenti prevedibili e accessibili per il fondo per rispondere a perdite e danni e che tutte le parti conseguano l’obiettivo di triplicare i finanziamenti di adattamento entro il 2035. Chiedono inoltre la rapida operatività del meccanismo di giusta transizione concordato alla COP30 e che l’azione per il clima sia abbinata a misure a sostegno dei posti di lavoro verdi, della riqualificazione e del dialogo sociale.

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