Europa, imprese e Ong: “Servono misure contro i futuri rincari dell’energia”

Cinquanta aziende, associazioni industriali e organizzazioni della società civile chiedono agli Stati membri di completare il recepimento del nuovo sistema europeo per lo scambio delle emissioni e utilizzare le prime entrate per sostenere le famiglie più vulnerabili nella transizione energetica e nella mobilità a basse emissioni

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Sono 50 le imprese, associazioni di settore e organizzazioni della società civile che hanno sottoscritto una lettera rivolta ai governi degli Stati membri per chiedere di completare l’attuazione dell’Ets2 e iniziare a utilizzare le risorse disponibili per accompagnare i consumatori più vulnerabili verso alternative meno dipendenti dai combustibili fossili.

Il nuovo sistema europeo, che dovrebbe entrare in vigore all’inizio del 2028, riguarderà i settori del trasporto stradale e degli edifici. Secondo i firmatari, utilizzare in anticipo le entrate disponibili permetterebbe di ridurre l’esposizione delle famiglie a eventuali futuri aumenti dei prezzi dei combustibili.

Pompe di calore, auto elettriche e trasporto pubblico

Tra gli interventi indicati nella lettera ci sono il sostegno all’installazione di pompe di calore, programmi di leasing sociale per veicoli elettrici, il miglioramento del trasporto pubblico e misure per proteggere gli automobilisti con redditi più bassi dagli aumenti dei costi.

L’obiettivo indicato dai promotori è utilizzare le risorse dell’Ets2 per rendere più accessibili le alternative ai combustibili fossili, riducendo nel tempo la dipendenza da queste fonti energetiche.

La richiesta sul Frontloading Facility

La lettera chiede agli Stati membri di completare il recepimento dell’Ets2 e di mobilitare le risorse anticipate attraverso il Frontloading Facility.

Federico Terreni, Climate Policy Manager di Transport & Environment, sostiene che gli eventuali aumenti dei prezzi non siano determinati dall’Ets2, ma dalla dipendenza europea dai combustibili fossili importati. Secondo Terreni, un rinvio dell’attuazione del sistema ridurrebbe le risorse a disposizione dei governi per accompagnare la transizione.

Anche Ioana Petcu, Public Affairs Director di E-Mobility Europe, sottolinea l’importanza di un’attuazione coerente del sistema a livello europeo, sostenendo che la certezza normativa e l’utilizzo delle risorse disponibili possano favorire gli investimenti nella mobilità a zero emissioni e contribuire a contenere i costi della transizione per i consumatori.

La Svezia ha già iniziato a utilizzare le risorse

Nel documento viene indicata la Svezia come primo Stato membro ad aver iniziato a utilizzare le entrate dell’Ets2 per sostenere il passaggio dei cittadini ai veicoli elettrici.

L’iniziativa viene presentata da T&E nel contesto dell’aumento dei prezzi del diesel, con l’organizzazione che invita gli altri governi europei a seguire l’esempio svedese e a utilizzare gli strumenti disponibili per sostenere le famiglie nella transizione.

L’Ets2 è previsto in funzione dall’inizio del 2028.

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