Trasformare i rifiuti organici e i fanghi di depurazione in materie prime per nuovi prodotti, riducendo il ricorso alle risorse di origine fossile. È l’obiettivo del progetto europeo CIRCULAR BIOCARBON, che vede nella BioPiattaforma di Sesto San Giovanni, gestita da ZeroC, società del Gruppo CAP specializzata nel recupero della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU) e dei fanghi di depurazione, uno dei due impianti dimostrativi su scala reale. L’altro sito si trova a Saragozza, in Spagna.
Il progetto, sostenuto dalla Bio-based Industries Joint Undertaking (BBI JU) nell’ambito del programma europeo Horizon 2020 per la ricerca e l’innovazione, sperimenta un trattamento integrato dei due flussi di rifiuti, con l’obiettivo di verificarne l’applicabilità su scala industriale.
Il 21 e 22 ottobre 2026 la struttura lombarda ha ospitato un confronto internazionale dedicato alla possibilità di replicare il modello in altri contesti urbani europei, coinvolgendo amministrazioni, imprese e specialisti del settore.
Dalla FORSU e dai fanghi a bioplastiche e fertilizzanti
La sperimentazione supera l’approccio tradizionale, basato sulla gestione separata dei rifiuti organici e dei fanghi di depurazione, integrando nuove tecnologie nei processi industriali esistenti. Gruppo CAP mette a disposizione gli impianti, i fanghi prodotti dal depuratore e la FORSU pretrattata, contribuendo allo sviluppo e alla verifica delle soluzioni tecnologiche.
Tra gli obiettivi principali figurano la produzione di biomasse ricche di PHA, destinate allo sviluppo di bioplastiche, e il recupero del fosforo presente nei flussi di processo, con potenziali applicazioni nella produzione di fertilizzanti e biostimolanti.
La valorizzazione di questi materiali punta a creare nuove risorse per l’industria e l’agricoltura, limitando gli sprechi e favorendo alternative di origine biologica ai prodotti derivati da fonti fossili. La sfida consiste nel verificare che le tecnologie sperimentate possano essere integrate nei processi produttivi e applicate su scala industriale.
“CIRCULAR BIOCARBON rappresenta un’opportunità concreta per portare la ricerca all’interno dei processi industriali e verificare sul campo nuove soluzioni per la valorizzazione delle risorse”, dichiara Michele Falcone, direttore generale di Gruppo CAP. Il progetto, aggiunge, consente di sperimentare tecnologie per recuperare materia dai rifiuti organici e dai fanghi, con l’obiettivo di trasformare gli scarti in nuove risorse e sviluppare modelli di economia circolare replicabili anche in altri contesti europei.
Il confronto europeo sulla bioraffineria urbana
La disponibilità di grandi quantità di rifiuti organici e fanghi di depurazione rappresenta una possibile base per lo sviluppo delle bioraffinerie urbane. Secondo i dati Eurostat relativi al 2023 citati nel progetto, i rifiuti organici costituivano il 28,8% dei rifiuti municipali europei, risultando la principale frazione nella composizione complessiva dei rifiuti urbani.
Su queste potenzialità si è concentrato il confronto ospitato a Sesto San Giovanni il 21 e 22 ottobre, nell’ambito del City Interest Group di CIRCULAR BIOCARBON, organizzato congiuntamente con il progetto europeo SYMBA, dedicato alla simbiosi industriale.
Le due giornate hanno permesso ai partecipanti di osservare direttamente il funzionamento dell’impianto e discutere le condizioni necessarie per adattare il modello a differenti realtà urbane. Tra i temi affrontati, il dimensionamento delle strutture, le modalità di finanziamento e la possibilità di integrare le tecnologie nei sistemi locali di gestione dei rifiuti.
Il confronto punta così a valutare come l’esperienza della BioPiattaforma possa essere trasferita ad altri territori europei, promuovendo il recupero di materia e la creazione di nuove filiere industriali basate sulla valorizzazione dei rifiuti.



