L’estate 2026 conferma le difficoltà della Pianura Padana nel contrastare l’inquinamento atmosferico. Secondo il bilancio diffuso da Legambiente in occasione del V Summit “Aria Pulita per il Veneto”, a Venezia, sono stati registrati complessivamente 2.834 giorni di superamento dei limiti dell’ozono nei capoluoghi del bacino padano. In 35 città è stata oltrepassata la soglia di 25 giorni di sforamento nell’anno.
L’associazione ambientalista chiede al Governo una strategia nazionale per affrontare le cause strutturali dell’inquinamento, accompagnata da un piano straordinario per la Pianura Padana, obiettivi vincolanti e risultati verificabili a tutela della salute pubblica.
Lombardia, Bergamo e Monza in testa per gli sforamenti
La Lombardia presenta una situazione particolarmente critica. Secondo i dati diffusi da Legambiente, Bergamo ha registrato 116 giorni di superamento dei limiti dell’ozono, seguita da Monza con 111 giorni. Brescia si colloca al quarto posto della classifica, con 100 giorni di sforamento nel periodo compreso tra il 1° maggio e il 30 settembre 2026.
Per Legambiente Lombardia, questi numeri evidenziano un ritardo strutturale nelle politiche di risanamento dell’aria. Le condizioni geografiche e meteorologiche della Pianura Padana rendono più difficile la dispersione degli inquinanti, ma, secondo l’associazione, proprio questa criticità dovrebbe tradursi in misure più incisive e innovative, anziché in richieste di deroghe alla normativa europea.
Mobilità, Legambiente critica il piano regionale lombardo
Tra gli ambiti su cui intervenire, Legambiente indica in particolare trasporti e mobilità. La presidente di Legambiente Lombardia, Barbara Meggetto, chiede politiche coordinate e strutturali, sottolineando la necessità di accelerare l’elettrificazione dei trasporti e di superare i rinvii alle misure di contenimento delle emissioni.
Nel mirino dell’associazione c’è il Piano regionale della mobilità e dei trasporti (PRMT), approvato recentemente dalla Regione Lombardia. Secondo Legambiente, la programmazione continua a puntare sulla realizzazione di nuove strade e autostrade, mentre non prevede un potenziamento altrettanto significativo del trasporto pubblico e collettivo. Gli interventi programmati, sostiene l’associazione, rischiano di non rispondere adeguatamente ai disagi che interessano pendolari e turisti.
Critiche anche al Programma regionale della mobilità ciclistica (PRMC), che, secondo Legambiente, non valorizzerebbe sufficientemente la bicicletta come alternativa agli spostamenti con mezzi privati a motore. L’associazione richiama inoltre il tema della sicurezza stradale, evidenziando la necessità di tutelare maggiormente ciclisti e pedoni.
Legambiente contesta anche i risultati delle nuove infrastrutture autostradali, citando BreBeMi e Pedemontana come esempi di opere che, a suo giudizio, non avrebbero prodotto benefici sul traffico proporzionati ai costi sostenuti.
Veicoli elettrici e diesel Euro 5
Un altro nodo riguarda la transizione verso veicoli a basse emissioni. Legambiente denuncia la lentezza della diffusione delle motorizzazioni elettriche in Lombardia e in Italia e critica le proroghe al blocco dei diesel Euro 5.
Secondo l’associazione, ritardare il passaggio a tecnologie meno inquinanti prolunga le emissioni di ossidi di azoto (NOx), tra i principali precursori dell’ozono troposferico. Per questo, Legambiente chiede di accompagnare le restrizioni ai veicoli più inquinanti con incentivi che favoriscano concretamente la transizione elettrica.
Allevamenti intensivi e qualità dell’aria
Accanto ai trasporti, Legambiente individua negli allevamenti intensivi un’altra fonte rilevante di emissioni. Secondo i dati riportati dall’associazione, la loro presenza in Lombardia sarebbe doppia rispetto alla media delle altre regioni del bacino padano e sei volte superiore a quella del resto d’Italia.
Le emissioni legate agli allevamenti contribuiscono all’inquinamento atmosferico in modi diversi a seconda della stagione: l’ammoniaca favorisce la formazione di polveri sottili durante l’inverno, mentre il metano contribuisce ai processi che portano alla formazione dell’ozono in estate.
Legambiente indica nella programmazione agricola europea per il periodo 2028-2034 un’occasione per affrontare il tema della concentrazione degli animali allevati nelle strutture lombarde e ridurre le pressioni ambientali del settore.
L’associazione ribadisce quindi la necessità di interventi coordinati su mobilità, trasporti e attività produttive, affinché le condizioni meteorologiche sfavorevoli della Pianura Padana non continuino a tradursi in un’esposizione elevata all’inquinamento atmosferico.




