Inceneritore di Santa Palomba, il TAR respinge i ricorsi di Comuni e associazioni

Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha respinto i ricorsi contro il progetto del polo impiantistico di Roma Sud, presentati dai Comuni di Pomezia, Ardea, Marino, Nemi e Ariccia, oltre che da cittadini e organizzazioni ambientaliste. Tra le contestazioni figuravano il presunto conflitto di interessi legato al doppio ruolo di Roberto Gualtieri e alcune criticità nell’iter autorizzativo

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Il TAR del Lazio ha respinto i ricorsi presentati contro la realizzazione dell’inceneritore di Santa Palomba, il progetto denominato “Polo impiantistico Parco delle risorse circolari”. Le impugnazioni erano state promosse nel corso dell’ultimo anno da cinque Comuni della provincia di Roma, da cittadini e da diverse associazioni contrarie all’opera.

Tra i ricorrenti figuravano Pomezia, Ardea, Marino, Nemi e Ariccia, che avevano contestato due ordinanze commissariali relative al progetto.

Le contestazioni dei Comuni

Uno dei principali motivi di ricorso riguardava il cumulo di incarichi istituzionali di Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, presidente della Città metropolitana e commissario straordinario per la realizzazione dell’impianto.

Secondo i Comuni ricorrenti, la sovrapposizione di questi ruoli avrebbe determinato un conflitto di interessi, considerando anche la partecipazione del Comune di Roma in Acea, società collegata al progetto attraverso Acea Ambiente e la società RenewRom Srl.

Le amministrazioni contestavano inoltre la mancata convocazione di Comuni ed enti tecnico-scientifici portatori di interessi e l’approvazione del progetto senza il preventivo parere di compatibilità geomorfologica. Quest’ultima questione era collegata anche alla sdemanializzazione e alla deviazione del Fosso della Cancelliera.

Le motivazioni del TAR

Il tribunale ha respinto le contestazioni, escludendo che il cumulo delle funzioni istituzionali configurasse un conflitto di interessi giuridicamente rilevante nei termini sostenuti dai ricorrenti.

Secondo la motivazione riportata da RomaToday, i soggetti coinvolti sono distinti e dotati di autonoma soggettività giuridica. Non sussisterebbe quindi una connessione diretta tra la persona fisica del commissario e i singoli soggetti privati interessati dal progetto. La sovrapposizione riguarda invece funzioni pubbliche, come quelle di commissario statale e sindaco, attribuite dalla legge.

Sono stati respinti anche i ricorsi presentati da alcuni cittadini, ai quali si era aggiunta ad adiuvandum Italia Nostra, e quelli sostenuti da realtà ambientaliste come Forumambientalista, Zero Waste Italy e Rete Tutela Roma Sud e Castelli Romani.

La decisione del TAR rappresenta un passaggio nell’iter del progetto dell’inceneritore di Santa Palomba, contestato da amministrazioni locali e associazioni per le sue implicazioni ambientali e territoriali.

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