Al via il terzo piano ciclabile di Parigi, che copre il quinquennio dal 2027 al 2032 con un budget complessivo di 200 milioni di euro. Lo scorso 14 ottobre il sindaco della capitale francese Emmanuel Grégoire ha presentato il cosiddetto Plan Vélo: 140 chilometri di nuove piste ciclabili e 220 di strade a senso unico aperte alla circolazione ciclabile a doppio senso.
Le prime opere concrete prenderanno il via nel 2027 sugli assi strategici della capitale, tra cui avenue Ledru-Rollin (11esimo arrondissement), avenue du Docteur-Netter (12esimo), avenue Jean-Moulin (14esimo), il pont de Grenelle (15esimo e 16esimo), rue de Rome (17esimo) e il tratto meridionale di rue des Pyrénées (20esimo). A questi cantieri seguiranno gli studi di fattibilità sui viali Beaumarchais, rue Monge, rue Ordener e rue d’Avron.
La continuità con la rete metropolitana e l’integrazione con la banlieue rappresentano un obiettivo centrale ed esplicito: “I viaggi non si fermano alle porte di Parigi”, sottolinea la giunta parigina. Per questo il piano finanzierà sia il completamento degli snodi presso le porte cittadine, sia una nuova segnaletica integrata per orientare i ciclisti verso i comuni limitrofi.
Il piano raccoglie il plauso delle associazioni locali come Mieux se Déplacer à Bicyclette (Mdb), che sottolinea l’importanza di educare le future generazioni con l’obiettivo di insegnare a tutti i bambini parigini ad andare in bici in autonomia prima dell’ingresso alle medie. Ma anche del Collectif Vélo Île-de-France e di Paris en Selle, che vigilano sulla coerenza della rete.
Focus su incroci e sicurezza: l’obiettivo “Vision Zéro”
Queste novità si aggiungono a un’infrastruttura già imponente, che conta oltre 1.600 chilometri di percorsi ciclabili e 454 chilometri di corsie riservate. Tuttavia, più che un semplice programma di espansione viaria, il nuovo documento si configura come un vero e proprio piano di sicurezza stradale. La misura cardinale prevede infatti il ridisegno e la messa in sicurezza di 420 incroci entro il 2032, di cui i primi 56 già nel 2027, per perseguire il traguardo della Vision Zéro: azzerare morti e feriti gravi sulle strade parigine.
I numeri del dossier confermano la necessità di questo cambio di marcia: la pratica del ciclismo a Parigi è cresciuta del 47% tra il 2020 e il 2025, arrivando a registrare picchi di oltre 6,1 milioni di passaggi in un solo anno sull’arteria simbolo di Boulevard de Sébastopol. Oggi più di un parigino su dieci, precisamente il 10% contro il 4,8% del 2017, utilizza la bicicletta per recarsi al lavoro.
Tuttavia, i dati sulla sicurezza restano il nodo cruciale: i veicoli a motore sono coinvolti nel 64% degli incidenti in cui un ciclista viene ucciso o ricoverato in ospedale e nell’85% di quelli che coinvolgono pedoni. “Il ciclismo – commenta Grégoire – deve essere un’opzione pratica quotidiana piuttosto che un percorso a ostacoli”.
I primi due piani hanno costruito la strada da seguire. Quello per il 2021-2026 prevedeva un investimento di 250 milioni di euro: il gruppo di opposizione Nouveau Paris Populaire ha infatti criticato il nuovo piano per il taglio di almeno il 20% dei fondi. La città ha risposto che l’investimento si è ora spostato sulla protezione degli incroci e sulla micro-intersettorialità.
Il terzo piano ciclabile di Parigi: al centro gli incroci
Parigi ha introdotto 350 incroci protetti dal 2020, di cui 87 solo dal 2025. Il piano aggiunge ora altri 420 incroci, di cui 56 nel 2027. Il metodo deriva dalla campagna “200 carrefours” delle associazioni ciclistiche: le commissioni congiunte tra la città, la Prefettura di Polizia e le associazioni sono state istituite dopo la morte del ciclista Paul Varry, investito da un autista nell’ottobre del 2024.
L’idea è di combinare la riprogettazione permanente con interventi rapidi: questi, prima di diventare definitivi, saranno sottoposti a valutazioni, fasi di segnalazione, semafori verdi regolati rispetto ai volumi dei passaggi e superfici colorate per rendere leggibile il percorso ciclabile, come già sperimentato ad Alésia-Vercingétorix.
L’elenco degli interventi che verranno effettuati nel 2027 include place de Clichy, place de la Bataille-de-Stalingrad, quai de Bercy e l’incrocio tra Caulaincourt e Montmartre. Molti dei più importanti sono ancora in attesa di approvazione da parte della Prefettura di Polizia, che mantiene l’autorità sugli assi principali della capitale: ad esempio quello tra quai des Tuileries e pont de la Concorde, così come sul boulevard de Sébastopol.
Tanti elementi per una guida in bicicletta sicura
A un nuovo comparto della polizia municipale spetterà il compito di controllare le cosiddette “violenze motorizzate“: guida pericolosa nei confronti di pedoni e ciclisti, piste ciclabili utilizzate o bloccate dalle auto e ciclisti che ignorano le priorità dei pedoni.
La portata del problema è evidente leggendo le cifre dello scorso anno: 126.430 multe per aver bloccato gli spazi riservati alle biciclette nei pressi dei semafori e 17.780 per parcheggio sulle piste ciclabili. Mentre nel complesso, considerando tutte le corsie riservate, la polizia ha comminato oltre 450mila sanzioni nel 2025.
Per quanto concerne i veicoli pesanti, tutti i camion che raccolgono i rifiuti urbani possiedono il rilevamento degli angoli ciechi e i nuovi contratti di raccolta richiedono avvisi acustici e visivi per il conducente. Entro la fine del 2026, poi, Parigi sperimenterà avvisi sonori esterni ad annunciare curve e spostamenti. La città chiede anche regole nazionali sulla visibilità dei camion.
Il parcheggio è un altro pilastro del nuovo piano ciclabile di Parigi. Dal 2020 sono stati installati 75mila archetti portabici, mentre erano 147.545 gli spazi in superficie a settembre 2026. In base ai contratti già firmati si prevedono 10mila ulteriori spazi protetti, che si sommano ai 4.500 già in funzione.




