Rete ONU, la Rete Nazionale Operatori dell’Usato, ha pubblicato la sua Piattaforma 2026 (consultabile in basso), approvata dal direttivo nazionale al quale partecipano tutte le anime del settore dell’usato. Il documento parte dai numeri. I circa 2.900 negozi in conto terzi rimettono in circolazione oltre 231.000 tonnellate di beni l’anno: sono dati ISPRA 2021, dichiarati sottostimati. I 60.000-70.000 ambulanti ne rimettono in circolazione tra 197.000 e 230.000 tonnellate, secondo una ricerca dell’Università St Andrews.
E a questi volumi vanno aggiunti quelli delle botteghe di rigatteria e degli enti dell’economia sociale. “Eppure – dichiara il presidente di Rete ONU Pietro Luppi – il coinvolgimento degli operatori del riutilizzo, previsto in principio dalle norme europee e nazionali, continua tutt’oggi a rimanere un principio non applicato, e la Legge 13/2009 sulla valorizzazione ecologica dei mercati dell’usato resta lettera morta“.
Alla luce di questo sono dieci le richieste chiave di Rete ONU:
-IVA al 5% su tutti i beni usati, come primo passo verso l’azzeramento, come già avviene per arte e antiquariato;
-agevolazioni TARI e libero conferimento ai centri di raccolta;
-rappresentanza ai tavoli, codici ATECO adeguati e un albo dei riutilizzatori;
-tracciabilità accessibile alle microimprese del riutilizzo;
-tutele per i soggetti vulnerabili, inclusi i waste pickers;
-dati pubblici sul riutilizzo;
-regole chiare per i marketplace;
-obiettivi quantitativi di riutilizzo nei regimi EPR;
-una legge di riordino del settore
Di seguito la Piattaforma approvata:



