Veneto, oltre un milione di euro per nuovi boschi e parchi urbani

La Regione approva il bando 2026 "Boschi in pianura", con contributi fino al 100% delle spese ammissibili. Finanziati boschi naturaliformi, aree verdi urbane, siepi e filari alberati, utilizzando esclusivamente specie autoctone da mantenere per almeno vent'anni

Giornata internazionale delle foreste Veneto, oltre un milione di euro per nuovi boschi e parchi urbani

La Regione Veneto mette a disposizione oltre un milione di euro per realizzare nuovi boschi, parchi urbani, siepi e filari alberati nella pianura regionale. La Giunta ha approvato il bando 2026 “Boschi in pianura”, con una dotazione complessiva di 1.025.425,64 euro e contributi fino al 100% della spesa ammissibile.

L’iniziativa punta ad aumentare la presenza di aree verdi e formazioni arboree nei territori urbanizzati e agricoli, con benefici attesi sulla biodiversità, sulla qualità dell’aria e sulla capacità di contrastare gli effetti del cambiamento climatico. Tra gli obiettivi indicati dalla Regione figurano anche la riduzione delle temperature negli spazi pubblici e il miglioramento del microclima urbano.

“Il Veneto ha bisogno di restituire spazio alla natura dove l’urbanizzazione e le attività umane hanno trasformato il paesaggio”, ha dichiarato il presidente della Regione Alberto Stefani, presentando il provvedimento.

Boschi, parchi urbani, siepi e filari: gli interventi finanziabili

Il bando prevede tre tipologie di intervento. La prima riguarda i boschi naturaliformi, da realizzare in aree agricole e non agricole con finalità ambientali, paesaggistiche e ricreative. La seconda comprende la creazione di parchi e aree verdi urbane, destinati principalmente a funzioni socio-ricreative. La terza riguarda invece siepi e filari alberati nelle aree agricole, per rafforzare la continuità ecologica e diversificare il paesaggio rurale.

Gli interventi dovranno prevedere l’impiego di specie arboree e arbustive autoctone e di antico indigenato, compatibili con le condizioni climatiche ed ecologiche locali. Sono esclusi gli impianti di arboricoltura da legno a ciclo breve e medio-lungo e le formazioni a rapido accrescimento.

La scelta delle specie e la durata degli interventi sono considerate elementi centrali del bando. Come sottolineato dall’assessore regionale all’Agricoltura e alle Foreste Dario Bond, i progetti dovranno garantire la qualità degli impianti e la loro conservazione nel tempo: per questo è previsto un obbligo di mantenimento per almeno vent’anni.

Il ruolo del verde urbano contro il caldo e l’inquinamento

La misura punta anche a rafforzare la capacità delle città e dei centri abitati di affrontare le temperature elevate. Gli alberi contribuiscono a creare ombra, ridurre il riscaldamento di strade e piazze e rinfrescare l’ambiente attraverso il rilascio di umidità dalle foglie.

“Piantarne di nuovi nella pianura veneta significa aiutare i nostri paesi e le nostre città ad affrontare il caldo”, ha affermato l’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini, evidenziando anche il contributo di boschi, siepi e filari nell’assorbimento della CO₂ e nella creazione di habitat per le specie animali.

Chi può partecipare e quali sono i tempi

Possono presentare domanda le amministrazioni pubbliche, i Consorzi di bonifica, le fondazioni e le associazioni, riconosciute e non riconosciute, purché prive di carattere d’impresa e in possesso dei requisiti previsti dal bando. Ogni soggetto può presentare una sola richiesta di contributo.

Per essere ammessi, gli interventi devono interessare una superficie minima di 2.000 metri quadrati oppure prevedere almeno 200 metri lineari di siepi e filari.

Le domande dovranno essere trasmesse tramite PEC a Veneto Agricoltura, l’ente incaricato della gestione del bando. I lavori dovranno essere completati entro 24 mesi dalla comunicazione di concessione del contributo. Una volta realizzati, boschi, parchi e impianti arborei dovranno essere mantenuti per almeno vent’anni.

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