Agricoltura urbana e sistemi alimentari a Milano, i risultati del progetto “Mater alimenta urbes” 

Promosso dalla Food Policy del Comune di Milano e finanziato dal Piano di Sviluppo Rurale di Regione Lombardia, l'esperienza mette in luce il valore dell'agricoltura milanese e le opportunità che potranno essere sviluppate nei prossimi anni, considerando l'importanza che questo settore sta assumendo sia in termini di sicurezza alimentare sia di sostenibilità dei sistemi alimentari urbani

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Si è chiuso a Milano il progetto NextAgri – INnovative approaches to Education, eXperimentation and enTrepreneurship in periurban AGRIcultural territories, promosso dal Network URBACT co-finanziato dall’Unione Europea, coordinato dal Comune di Milano Area Food Policy, con la partecipazione di tre città europee: Almere (Paesi Bassi), Vila Nova de Gaia (Portogallo) e Stara Zagora, (Bulgaria).

L’evento di chiusura dal titolo “Agricoltura urbana e sistemi alimentari” realizzato lo scorso 4 novembre presso Cascina Cuccagna è stato l’occasione per presentare esperienze innovative di progettazione in ambito di agricoltura urbana e periurbana nelle città europee partecipanti e, per il caso di Milano, di condividere gli importanti risultati delle azioni del progetto “Mater Alimenta Urbes”, un Piano integrato d’Area promosso dalla Food Policy del Comune di Milano finanziato dal Piano di Sviluppo Rurale di Regione Lombardia. Esperienze che mettono in luce il valore dell’agricoltura milanese e le opportunità che potranno essere sviluppate nei prossimi anni, considerando l’importanza che questo settore sta assumendo sia in termini di sicurezza alimentare sia di sostenibilità dei sistemi alimentari urbani.

Un contesto quello milanese, caratterizzato dalla presenza del Parco Agricolo Sud Milano, del Distretto agricolo milanese (DAM) con 30 aziende, circa 1500 ettari, 14 cascine comunali e 29 private, 11 mercati agricoli su suolo pubblico e 19 su suolo privato, 3 parchi agricoli: Parco delle cave, della Vettabbia, e del Ticinello.

“Torniamo a parlare di agricoltura con la rilevanza che merita, anche perché la siccità che ha colpito la Regione Lombardia e anche Milano, e prima ancora gli effetti della pandemia così come i conflitti internazionali, tornano a porre il tema della produzione al centro delle agende politiche delle città – sottolinea la Vicesindaco delegata alla Food Policy Anna Scavuzzo -. Anche per questo, rafforzare le azioni di promozione di filiere agroalimentari locali si rivela strategico e vogliamo continuare a lavorare per coniugare la sostenibilità ambientale con la produttività agricola, tasselli fondamentali delle food policy urbane e di quella di Milano in primis. Grazie a progetti europei come NextAgri è stato possibile condividere le nostre esperienze sulla connessione tra città e campagna e mappare i risultati delle azioni in corso in città sul tema dell’agricoltura”.

Nel progetto “Mater Alimenta Urbes” oltre trenta partner pubblici e privati coinvolti, hanno contribuito alla realizzazione di diversi interventi in ambito agricolo urbano e periurbano: 22 imprese agricole dei distretti agricoli milanesi, due distretti agricoli (Distretto Agricolo Milanese e Distretto Agricolo Adda Martesana), sei enti locali (Comune di Milano, Peschiera Borromeo, Liscate, Vignate, Cassina de Pecchi, Rodano) e Milano Ristorazione.

Gli interventi realizzati grazie a questo progetto hanno permesso di raggiungere obiettivi di sostenibilità in termini di sperimentazione sulle filiere corte e per la salvaguardia ambientale dell’area periurbana milanese. In particolare le opere attuate sono state la ristrutturazione degli ambienti per attività didattiche e ricreative, la riqualificazione di spazi per i mercati locali, la messa a dimora di siepi e filari campestri, la riqualificazione dei fontanili, l’investimento di laboratori per la lavorazione dei prodotti e la riconversione dell’azienda a nuove filiere.

Nel Comune di Milano, nell’area del Distretto agricolo milanese, le aziende agricole coinvolte sono state: 
 – Cascina Campazzo che tra le diverse attività ha effettuato il restauro e il risanamento conservativo di fabbricati rurali al servizio dell’azienda agricola e la ristrutturazione di una porzione di fabbricato, con contestuale realizzazione di un laboratorio per la produzione di yogurt, comprensivo di servizi, cella frigorifera e locali tecnici, nonché l’acquisto delle attrezzature necessarie al processo produttivo. È stata effettuata anche un’azione dimostrativa sulle leguminose e di ripristino ambientale con la coltivazione del cece; 
– Cascina Gaggioli che ha effettuato investimenti per la conservazione della biodiversità e la ricostruzione del paesaggio agrario, anche a difesa delle proprie coltivazioni. È stato quindi realizzato un progetto complessivo sull’area con la reintroduzione di siepi e filari; 
– Coop. Agricola Sociale Agrivis che ha realizzato una struttura da dedicare allo stoccaggio, conservazione e lavorazione dei prodotti raccolti in campo, per cui è stato intrapreso il percorso di certificazione biologica.  Inoltre, sono stati costruiti sei tunnel freddi; 
– Soc.Agr, Ronchetto delle Rane, che ha realizzato attività di miglioramento e ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo di fabbricati rurali al servizio dell’azienda agricola; 
–  Cascina Caldera e Cascina Corte del Proverbio/Linterno (Apicoltura Veca) che hanno realizzato interventi di ristrutturazione di locali destinati ad attività didattiche nell’ambito dei servizi agrituristici delle aziende.

Attraverso il progetto Urbact NextAgri, alcune di queste azioni sono confluite in una mappatura che ha permesso di aggiornare le azioni di agricoltura periurbana a Milano e che verranno monitorate nei prossimi anni e rafforzate attraverso nuove progettazioni e collaborazioni tra i diversi soggetti.

Obiettivo dell’iniziativa è stato trasferire e condividere con le città partner conoscenze e buone prassi derivanti dalla Food Policy di Milano e dal progetto UIA “Open-Agri”, dedicato alla promozione e rafforzamento della connessione tra città e campagna, e alcune delle esperienze sopra citate sono state oggetto di visite sul campo per i partner europei, che hanno lavorato per la replicabilità di alcune di queste nei propri contesti locali.