Al via consultazione pubblica sul Piano nazionale di Ripristino della Natura

È stata avviata il 23 aprile e sarà disponibile fino al 9 giugno sulla piattaforma ParteciPa la consultazione pubblica sul Piano nazionale di Ripristino della Natura, indetta dal Mase con il Masaf e l'Ispra. Il Piano è lo strumento di attuazione del regolamento Ue sul ripristino della natura, che mira a mettere in atto misure di ripristino per coprire almeno il 20% delle zone terrestri e marine dell’Ue entro il 2030 e tutti gli ecosistemi che necessitano di ripristino entro il 2050

Piano nazionale di Ripristino della Natura

Lo scorso 23 aprile il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, di concerto con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e con il supporto dell’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale (Ispra), ha avviato una consultazione pubblica sul Piano nazionale di Ripristino della Natura (Pnr). È possibile partecipare all’iniziativa dal 23 aprile al 9 giugno.

L’indizione della consultazione si inserisce nel percorso nazionale già avviato per la definizione del Piano, elemento chiave per contrastare la perdita di biodiversità e rafforzare la resilienza degli ecosistemi, in linea con gli obiettivi nazionali ed europei. In coerenza con i principi di trasparenza e partecipazione, la consultazione rappresenta un passaggio fondamentale per raccogliere contributi da cittadini, istituzioni, enti territoriali, comunità scientifica e portatori di interesse.

L’obiettivo è quello di integrare i vari contributi nella definizione del Piano, assicurando un approccio condiviso e coerente con le specificità dei territori. La consultazione si svolge sulla la piattaforma ParteciPa, dove è possibile consultare i materiali e inviare contributi.

Il Piano nazionale si basa sul regolamento europeo sul ripristino della natura

Il Piano nazionale di Ripristino della Natura è lo strumento strategico attraverso cui l’Italia darà attuazione al regolamento Ue 2024/1991 sul ripristino della natura. Il regolamento mira a mettere in atto misure di ripristino per coprire almeno il 20% delle zone terrestri e marine dell’Ue entro il 2030 e tutti gli ecosistemi che necessitano di ripristino entro il 2050.

In particolare, gli obiettivi sono proteggere e garantire il recupero a lungo termine e sostenibile di ecosistemi resilienti e ricchi di biodiversità in tutte le aree terrestri e marine dell’Unione europea, contribuire agli obiettivi generali dell’Ue in materia di mitigazione dei cambiamenti climatici, adattamento ai cambiamenti climatici e neutralità del degrado del suolo e valorizzare la sicurezza alimentare.

Articolo precedenteRinnovabili Italia, dopo un triennio di crescita rallentano le installazioni
Articolo successivoUe, -40% di emissioni di gas serra dal 1990 al 2024