Allarme smog in Veneto: le città nella morsa del PM10 da settimane

La situazione non accenna a diminuire, complice anche una situazione meteorologica di stabilità che causa un accumulo massiccio e stazionario degli inquinanti, come non si vedeva da tempo. Sono già stati raggiunti mediamente in tutti i capoluoghi, tranne Belluno, almeno un terzo di superamenti consecutivi del limite giornaliero del PM10 (50μg/m3), rispetto ai 35 annuali consentiti

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Il Veneto soffoca nello smog da intere settimane e la situazione non accenna a diminuire. Complice anche una situazione meteorologica di stabilità che causa un accumulo massiccio e stazionario degli inquinanti, come non si vedeva da tempo. Sono già stati raggiunti mediamente in tutti i capoluoghi, tranne Belluno, almeno un terzo di superamenti consecutivi del limite giornaliero del PM10 (50μg/m3), rispetto ai 35 annuali consentiti.

Dal primo gennaio 2022 a Vicenza, Treviso e Rovigo le centraline hanno registrato quindici giorni di superamento dei livelli di guardia, a Padova quattordici (con punte di sedici nella zona industriale), a Verona dieci.

Proprio a Verona sono scattate le ultime misure emergenziali per il superamento di Pm10 in città, con il livello arancio che prevede per martedì 25 e mercoledì 26 gennaio il divieto di circolazione per tutte le auto diesel euro 4 ed euro 5 private, dalle 8.30 alle 18.30. Si tratta della prima volta che vengono fermati i mezzi a gasolio immatricolati dopo il 1° gennaio 2011.

A Vicenza e Padova resta invece confermato il livello rosso fino al 26 gennaio compreso che prevedono lo stop tutti i giorni (inclusi festivi infrasettimanali), dalle 8.30 alle 12.30, per i veicoli commerciali diesel euro 5

La magra consolazione, come spiega al Corriere Luca Zagolin dell’Arpav, “è che non raggiungiamo i picchi di un tempo: le Pm10 sono troppe, ma in passato ne abbiamo registrate quantità perfino doppie rispetto a quelle attuali. In linea generale possiamo dire che, rispetto ai primi anni Duemila, l’inquinamento in Veneto è calato e di conseguenza anche il numero di sforamenti registrati nel corso dei dodici mesi”.