La rimozione dell’amianto dagli edifici pubblici torna al centro delle politiche ambientali regionali. Con una delibera approvata dalla Regione Lombardia nel 2026, la Giunta ha definito i criteri del nuovo bando di finanziamento rivolto agli enti locali, destinato alla bonifica e allo smaltimento dei manufatti contenenti amianto e alla loro sostituzione. Lo stanziamento complessivo ammonta a 11,5 milioni di euro.
Il provvedimento, proposto dall’assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione, dà attuazione al Programma regionale di gestione dei rifiuti (Prgr) e punta a incentivare interventi di risanamento ambientale sul patrimonio pubblico, con ricadute sulla tutela della salute, sulla rigenerazione urbana e sui principi dell’economia circolare.
Secondo quanto indicato dalla Regione, il bando mira a sostenere in modo diretto i Comuni e gli altri enti proprietari di immobili pubblici nella rimozione di un materiale riconosciuto come pericoloso, accelerando i tempi degli interventi e indirizzando le risorse verso le situazioni di maggiore criticità. L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare a una progressiva eliminazione dell’amianto dagli edifici pubblici sul territorio lombardo.
Contributi a fondo perduto fino al 100%
L’agevolazione prevista dal bando consiste in un finanziamento a fondo perduto che può coprire fino al 100% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 350.000 euro per ciascun intervento di bonifica.
I beneficiari sono Comuni, Unioni di Comuni, Comunità montane, Province e Città metropolitana, proprietari di edifici situati in Lombardia nei quali non si svolgano attività economiche.
Interventi finanziabili e spese ammesse
Il bando sostiene la rimozione e lo smaltimento di manufatti in cemento-amianto, vinyl-amianto e amianto friabile, includendo anche i costi per il ripristino con materiali sostitutivi, entro specifiche soglie rispetto alla spesa di bonifica:
- fino al 200% per il rifacimento di coperture in cemento-amianto;
- fino al 100% per la sostituzione di pavimenti in vinyl-amianto;
- fino al 50% per altri manufatti, come tubazioni, canne fumarie e per l’amianto friabile.
Sono considerate ammissibili anche le spese tecniche legate agli interventi – tra cui progettazione, direzione lavori, trasporto e certificazioni – nel limite massimo del 10% del costo complessivo.
Salute pubblica e rigenerazione urbana
Nel presentare il provvedimento, l’assessore Maione ha evidenziato come la misura si inserisca in una strategia più ampia di risanamento ambientale, volta a ridurre l’esposizione ai rischi sanitari e a promuovere interventi di riqualificazione del patrimonio pubblico. La Regione intende così rafforzare una governance degli interventi orientata alla rapidità di esecuzione e alla concentrazione delle risorse nei contesti più urgenti.











