Wwf: stop ai tagli a clima, natura e biodiversità nel bilancio Ue 

Il 18 giugno i leader europei si riuniscono a Bruxelles per discutere il futuro bilancio dell'Unione europea 2028-2034. Wwf Italia ricorda che tra le decisioni più importanti sul tavolo c'è il livello di investimenti che l'Unione intende destinare a natura, biodiversità e clima nei prossimi anni. Un passaggio importante, perché dalla salute degli ecosistemi dipendono la resilienza dei territori, la sicurezza alimentare, la disponibilità di acqua, la competitività dell'economia europea e il benessere dei cittadini

Wwf: stop ai tagli a clima, natura e biodiversità nel bilancio Ue 

Il 18 giugno i leader europei si riuniscono a Bruxelles per discutere il futuro bilancio dell’Unione europea 2028-2034. Tra le decisioni più importanti sul tavolo c’è il livello di investimenti che l’Unione intende destinare a natura, biodiversità e clima nei prossimi anni. Un passaggio importante, perché dalla salute degli ecosistemi dipendono la resilienza dei territori, la sicurezza alimentare, la disponibilità di acqua, la competitività dell’economia europea e il benessere dei cittadini. 

Per il Wwf Italia desta particolare preoccupazione il fatto che la proposta di pacchetto negoziale, pur confermando un obiettivo del 35% di spesa per clima e ambiente, non preveda alcun obiettivo specifico per la biodiversità. Una scelta sbagliata che rischia di ridurre drasticamente le risorse disponibili per il ripristino degli ecosistemi degradati, la tutela delle specie e degli habitat, proprio mentre gli Stati membri sono chiamati ad attuare il Regolamento sul ripristino della natura. 

Per questo il Wwf Italia chiede che almeno il 50% del prossimo bilancio europeo sia destinato a obiettivi climatici e ambientali, con un target di spesa del 10% per la biodiversità. Un target specifico per la natura è incomprensibilmente assente dalla proposta della Commissione europea per il 2028-2034, nonostante l’attuale bilancio dell’Unione preveda già una quota dedicata alla tutela della natura. 

Particolarmente grave l’assenza di garanzie chiare sul mantenimento e sul finanziamento del Programma LIFE, l’unico strumento dell’Unione europea interamente dedicato a natura, biodiversità, ambiente e clima, di cui l’Italia è prima beneficiaria. Negli ultimi mesi, la richiesta di preservare il Programma LIFE ha raccolto un sostegno ampio e trasversale in tutta Europa: oltre 800 tra Regioni, enti locali, università, centri di ricerca, imprese, organizzazioni della società civile e beneficiari del programma hanno chiesto di mantenerlo autonomo nel prossimo bilancio europeo. Una richiesta sostenuta trasversalmente anche da esponenti di diverse famiglie politiche del Parlamento europeo, dalla destra alla sinistra.

Un altro elemento che sarà fondamentale preservare nel futuro bilancio europeo è il principio del “Do No Significant Harm” (DNSH), che impedisce di utilizzare fondi europei per finanziare attività dannose per l’ambiente. La proposta della Commissione ne semplifica l’applicazione, ma semplificare non significa indebolire o annullare le garanzie ambientali. Per questo la battaglia condotta dal Governo italiano contro il DNSH è sbagliata e dannosa. Dopo mesi di attacchi alle principali politiche ambientali europee, il Governo italiano non può chiedere che siano proprio i soldi contribuenti europei a finanziare attività che danneggiano clima e biodiversità. È esattamente per evitare questo paradosso che esiste il principio DNSH. 

A confermare la centralità di questi temi è anche il nuovo Eurobarometro sulla biodiversità pubblicato recentemente dalla Commissione europea. Secondo l’indagine, il 97% degli italiani considera una natura sana essenziale per la prosperità economica di lungo periodo e ritiene che la biodiversità svolga un ruolo fondamentale per la salute e il benessere delle persone. Oltre la metà degli italiani (52%) ritiene inoltre che il ripristino della natura e della biodiversità debba essere una priorità dell’Unione europea. 

“Per gli italiani la natura non è un lusso: è una condizione essenziale per la salute, il benessere e la prosperità economica. Eppure, negli ultimi mesi abbiamo assistito a un drastico e insensato indebolimento delle politiche ambientali europee. Oggi il rischio è che alla deregolamentazione si aggiunga anche il definanziamento della natura. Una prospettiva pericolosa: mentre sono in corso i lavori per il Piano nazionale di ripristino della natura, il prossimo bilancio europeo rischia di indebolire proprio gli strumenti finanziari necessari per realizzarlo. Senza un target per la biodiversità e senza garanzie per il Programma LIFE, il rischio è che la natura diventi una delle grandi perdenti del prossimo bilancio europeo. Chi considera competitività e sicurezza una priorità dovrebbe sapere che senza natura non ci sono territori resilienti, sicurezza alimentare né un’economia capace di prosperare nel lungo periodo. Per questo chiediamo al Governo italiano di fare del ripristino di un target di spesa per la biodiversità e della tutela del Programma LIFE due priorità irrinunciabili del negoziato sul prossimo bilancio europeo e di accantonare i tentativi di indebolire il principio DNSH, una garanzia fondamentale affinché le risorse pubbliche non finanzino attività dannose per il clima, la natura e la salute pubblica”, dichiara il WWF Italia.  

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