L’Italia continua a pagare uno dei prezzi dell’energia più elevati d’Europa e a dipendere fortemente dalle importazioni di combustibili fossili. Per invertire questa tendenza servono interventi strutturali che accelerino la transizione energetica e rendano più competitivo il sistema economico nazionale. È questa la conclusione del rapporto presentato alla Camera da Energy Square, think tank che riunisce ricercatori, accademici ed esperti del settore energetico.
L’elettrificazione come leva per ridurre i costi
Il documento individua nell’elettrificazione dei consumi una delle principali leve per ridurre i costi energetici. Secondo le stime riportate dagli esperti, l’Unione europea potrebbe arrivare a risparmiare fino a 260 miliardi di euro l’anno grazie al progressivo abbandono di petrolio e gas importati.
Per raggiungere questo obiettivo, il rapporto propone 20 interventi operativi che spaziano dalla riforma della fiscalità energetica alla semplificazione delle procedure autorizzative per impianti rinnovabili, reti elettriche e sistemi di accumulo.
Fiscalità energetica da ripensare
Gli autori evidenziano come l’attuale sistema fiscale continui a penalizzare l’utilizzo dell’elettricità rispetto ai combustibili fossili, rallentando la diffusione di tecnologie più efficienti come le pompe di calore e l’elettrificazione di molti processi industriali.
Secondo Energy Square, il problema non riguarda soltanto la decarbonizzazione ma anche la sicurezza energetica e la competitività economica. La forte dipendenza italiana dalle importazioni di gas espone infatti famiglie e imprese alle oscillazioni dei mercati internazionali e alle tensioni geopolitiche.
Il nodo delle autorizzazioni
Tra i principali ostacoli individuati dal think tank c’è la lentezza delle procedure amministrative. Pur disponendo di tecnologie, competenze industriali e capitali necessari per accelerare la transizione energetica, l’Italia continua a registrare ritardi nell’autorizzazione di nuovi impianti rinnovabili e infrastrutture strategiche.
“L’Italia dispone delle tecnologie, delle competenze industriali e dei capitali per aumentare l’elettrificazione dei consumi e sviluppare rinnovabili, reti e accumuli. Il fattore principale che frena questi investimenti è l’incapacità del sistema pubblico di autorizzarli in tempi certi“, ha dichiarato Agostino Re Rebaudengo, membro di Energy Square.
Una questione economica oltre che ambientale
Per gli esperti, una maggiore diffusione dell’elettrificazione, accompagnata dallo sviluppo di energie rinnovabili, reti e sistemi di accumulo, rappresenta la strada più efficace per contenere le bollette nel lungo periodo, ridurre la dipendenza energetica dall’estero e rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano.
Il rapporto arriva inoltre in concomitanza con la presentazione del nuovo Piano d’azione europeo per l’elettrificazione, che punta a incrementare il peso dell’elettricità nei consumi finali energetici dell’Unione europea e a sostenere la transizione verso un sistema energetico meno dipendente dai combustibili fossili.










