Revisione Ets, Ecco: preservare prezzo CO2 e accelerare elettrificazione

In vista della riforma del sistema europeo di scambio delle emissioni e del nuovo Piano per l'elettrificazione della Commissione europea, il think tank climatico Ecco chiede di mantenere efficace il segnale economico della CO₂ e di ridurre il divario fiscale tra elettricità e combustibili fossili per sostenere decarbonizzazione, sicurezza energetica e competitività industriale

A Milano la 4a Conferenza internazionale sulla rimozione della Co2, 10-12 giugno Europa ECCO prezzo CO₂ elettrificazione

In occasione della presentazione da parte della Commissione europea della proposta di revisione del sistema ETS (Emission Trading System) e del nuovo Electrification Action Plan, il think tank climatico ECCO interviene sottolineando la necessità di mantenere un forte segnale economico sul costo delle emissioni e di favorire l’elettrificazione attraverso una riforma della fiscalità energetica.

Secondo ECCO, i due strumenti rappresentano elementi complementari di una strategia europea volta a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, rafforzare la sicurezza energetica e sostenere la competitività dell’industria.

ETS, uno strumento da rafforzare senza penalizzare l’industria

Il think tank evidenzia come il sistema ETS abbia avuto un ruolo centrale nel processo di decarbonizzazione europeo, orientando investimenti e consumi verso tecnologie a basse emissioni e generando importanti risorse economiche per finanziare la transizione.

Nel 2024 le entrate derivanti dal sistema hanno raggiunto 38,8 miliardi di euro, mentre dal 2013 il valore cumulato supera i 230 miliardi di euro.

Secondo Davide Panzeri, responsabile Politiche Italia-Europa di ECCO, la revisione dovrà introdurre strumenti di flessibilità per i comparti industriali più difficili da decarbonizzare, evitando però di compromettere l’efficacia del meccanismo o di penalizzare le imprese che hanno già investito in processi produttivi più sostenibili.

Per ECCO è fondamentale evitare sia un eccessivo aggravio di costi per l’industria sia un indebolimento del prezzo della CO₂ che ridurrebbe gli incentivi agli investimenti in tecnologie pulite, efficienza energetica ed elettrificazione.

Elettrificazione ferma al 23% in Europa

Il nuovo Electrification Action Plan nasce con l’obiettivo di rilanciare un processo che nell’Unione europea è sostanzialmente fermo da anni. Attualmente l’elettricità rappresenta circa il 23% dei consumi finali di energia, mentre in Paesi come Cina, Corea del Sud e Giappone la quota supera il 30%.

L’Italia si colloca leggermente sotto la media europea, con una quota pari al 22%.

Secondo ECCO, l’elettrificazione rappresenta il percorso più efficiente e meno costoso per ridurre le emissioni, soprattutto nel riscaldamento degli edifici e nei processi industriali a bassa e media temperatura. Le tecnologie elettriche disponibili consentono infatti di ottenere lo stesso servizio energetico consumando da tre a quattro volte meno energia rispetto alle alternative basate sui combustibili fossili.

Fiscalità energetica da riequilibrare

Uno dei principali ostacoli all’elettrificazione individuati dal think tank riguarda la struttura della fiscalità energetica.

ECCO evidenzia come, in Italia, la tassazione e gli oneri applicati all’elettricità possano risultare fino a 20 volte superiori rispetto a quelli che gravano sui combustibili fossili a parità di servizio energetico.

Secondo Francesca Andreolli, ricercatrice senior Energia ed Efficienza di ECCO, una delle misure più efficaci per accelerare la diffusione delle tecnologie elettriche consiste proprio nel ridurre il differenziale di costo tra elettricità e fonti fossili, oggi fortemente influenzato da imposte e oneri.

L’obiettivo indicato è portare il costo dell’elettricità a non oltre il doppio di quello del gas per le imprese e a non oltre due volte e mezzo per le famiglie, rendendo così economicamente più conveniente l’adozione di soluzioni elettriche ad alta efficienza.

Competitività e sicurezza energetica

Per ECCO la diffusione dell’elettrificazione non rappresenta soltanto una misura climatica, ma anche una scelta strategica per ridurre l’esposizione dell’economia europea alla volatilità dei mercati energetici internazionali.

L’abbandono progressivo dei combustibili fossili e la maggiore efficienza delle tecnologie elettriche potrebbero infatti tradursi in una significativa riduzione dei costi energetici per famiglie e imprese, contribuendo al rafforzamento della competitività industriale europea e della sicurezza energetica del continente.

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