Bonus mobilità 2021: molti i punti critici della nuova misura

Il decreto del ministero dell’Economia del 21 settembre 2021, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 ottobre, he definito le regole attuative per accedere al credito d’imposta da utilizzare entro tre annualità. Stratta di una misura retroattiva che riguarda solo gli acquisti fatti tra il primo agosto 2020 e il 31 dicembre 2020

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Bonus mobilità 2021

Dopo mesi di attesa, il bonus mobilità 2021 è finalmente ufficiale. Saranno però solo pochi i fortunati che potranno beneficiare del nuovo incentivo. Infatti, rispetto al precedente, sono diverse le condizioni per poter accedere al credito d’imposta del valore massimo di 750 euro.

Di seguito in dettaglio le regole attuative del decreto del ministero dell’Economia del 21 settembre 2021, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 ottobre e per il quale sono stati stanziati cinque milioni di euro.

Va subito detto che si tratta di una misura retroattiva, infatti, riguarda solo gli acquisti fatti tra il primo agosto 2020 e il 31 dicembre 2020. L’incentivo spetta a tutti coloro che, in quest’arco di tempo, hanno acquistato monopattini, biciclette, abbonamenti al trasporto pubblico e ai servizi di sharing contestualmente alla rottamazione di un altro veicolo.

Incentivo fino a 750 euro

Il “nuovo” bonus mobilità, consiste in un credito d’imposta, fino a 750 euro, da utilizzare in tre annualità e rientra nel decreto Rilancio che aveva introdotto anche il bonus mobilità 2020 (quello che copriva fino al 60% della spesa effettuata e che ha spinto a livelli record le vendite di biciclette).

Il credito d’imposta, secondo quanto riportato, non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali relative alla stessa spesa e va inserito nella Dichiarazione dei redditi in diminuzione delle imposte dovute non oltre il periodo di imposta 2022.

Gli aventi diritto al bonus mobilità 2021

Come detto, il Bonus mobilità 2021 spetta a colore che, dal primo agosto 2020 al 31 dicembre 2020, al momento dell’acquisto di un veicolo elettrico o di un abbonamento hanno consegnato per la rottamazione un secondo veicolo di categoria M1. rientrante tra quelli previsti dal comma 1032 dell’art. 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145. Rientrano anche gli acquisti di veicoli usati, ma con emissioni di CO2 comprese tra 0 e 110 g/km.

Il veicolo rottamato doveva essere intestato da almeno 12 mesi alla persona che ha acquistato il nuovo mezzo o a uno dei familiari conviventi alla data di acquisto.

Come fare domanda

Al momento non è ancora chiaro quale sia il termine entro il quale sia possibile inviare le richieste. La scadenza, infatti, dovrà essere fissata in un successivo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che, come indica il decreto, dovrà essere emanato entro 90 giorni dall’entrata in vigore dello stesso decreto.

La cosa certa è che la domanda potrà essere fatta in via telematica all’Agenzia delle entrate che, sulla base del rapporto tra l’ammontare delle risorse stanziate per l’anno 2020 e l’ammontare complessivo delle spese agevolabili indicate nelle domande, determinerà la percentuale del credito d’imposta che spetterà a ciascun richiedente. L’Agenzia delle entrate, qualora accerti che l’agevolazione richiesta sia in tutto o in parte non spettante, procederà al recupero dell’importo.