Le città sono sempre più esposte agli effetti della crisi climatica, tra temperature elevate, siccità e stress per le persone e gli ecosistemi. In questo contesto, il verde urbano assume un ruolo fondamentale per migliorare la vivibilità degli spazi pubblici e rendere i territori più resilienti. È da questa esigenza che riparte Cammina Foreste Urbane 2026, la campagna promossa da ERSAF e Legambiente Lombardia, in programma dal 23 ottobre al 15 novembre.
La nona edizione coinvolge associazioni, amministrazioni locali, enti Parco e scuole in un calendario di esplorazioni, passeggiate e incontri dedicati alla conoscenza e alla cura del patrimonio naturale più vicino agli insediamenti abitativi.
Secondo ERSAF e Legambiente Lombardia, la risposta alla crisi climatica passa anche dalla capacità di proteggere il verde già presente nelle città e di ampliare le superfici permeabili, mettendo in connessione alberi, arbusti e aree verdi in sistemi coerenti.
Il manifesto: più foreste urbane e meno gradi in città
Uno degli elementi centrali dell’iniziativa è il manifesto “Clima forestale – Più foreste urbane, meno gradi in città”, sottoscritto dai partecipanti alla campagna, cittadini e istituzioni. Il documento propone una visione del verde urbano che non si limita alla piantumazione di nuovi alberi, ma comprende la cura della vegetazione esistente e la trasformazione degli spazi impermeabilizzati.
Tra le priorità figura la depavimentazione, ovvero la rimozione di asfalto e cemento per restituire spazio al suolo permeabile, al manto erboso, agli arbusti e agli alberi. L’obiettivo è favorire la nascita di oasi climatiche e corridoi verdi, capaci di contribuire all’adattamento delle città agli effetti del riscaldamento globale.
“La crisi climatica può avere molte risposte, ma per le generazioni che verranno le più efficaci sono quelle a lungo termine, sulle quali possiamo iniziare a lavorare da subito con campagne come questa”, dichiara Fabio Losio, presidente di ERSAF. L’iniziativa, aggiunge, vuole contribuire a diffondere una maggiore consapevolezza e a promuovere interventi coerenti con gli obiettivi di neutralità climatica nelle città.
Alberi, suolo permeabile e adattamento climatico
Le aree verdi urbane svolgono diverse funzioni ambientali: contribuiscono ad abbassare le temperature, filtrano l’aria, offrono ombra e favoriscono la ritenzione dell’acqua. Oltre a questi benefici, rappresentano luoghi di incontro e relazione, con un valore sociale e culturale che accompagna quello ecologico.
Per questo, la campagna richiama l’attenzione sulla necessità di integrare gli interventi di rinaturalizzazione nella pianificazione urbana. La creazione di nuovi spazi verdi deve procedere insieme alla tutela degli alberi esistenti e alla riduzione delle pressioni che ne compromettono la salute e la stabilità.
“Il patto chiesto dai contenuti della campagna non è solo di azione, ma anche di consapevolezza: per cambiare le cose dobbiamo prima di tutto imparare a conoscere la vita delle piante, la loro resilienza alle alte temperature, il modo in cui attecchiscono”, spiega Christian Aletti, responsabile campagne di Legambiente Lombardia.
Aletti sottolinea anche la necessità di affiancare alle iniziative di sensibilizzazione scelte amministrative concrete, in particolare per ridurre lo spazio occupato dai veicoli privati quando entra in conflitto con la tutela degli alberi. La sfida, afferma, è decidere quale patrimonio lasciare alle generazioni future: più parcheggi o più verde urbano.
Un programma diffuso sul territorio
Cammina Foreste Urbane si presenta come un programma aperto, costruito attraverso le iniziative organizzate dalle realtà locali. Il calendario delle passeggiate e degli incontri è in aggiornamento e punta a coinvolgere le comunità nella conoscenza degli ecosistemi urbani e nella diffusione di pratiche di cura del verde.
La campagna, ideata da ERSAF e Legambiente Lombardia e interrotta soltanto durante la pandemia, arriva così alla sua nona edizione con l’obiettivo di rafforzare il legame tra cittadini e natura urbana. La sfida è fare in modo che la tutela del verde non si esaurisca nelle singole iniziative, ma diventi un impegno continuativo nella trasformazione delle città.



