Pozzi Laurentino e inceneritore Roma: associazioni tornano a chiedere impegni concreti ai sindaci

A Santa Maria delle Mole si è tenuto un incontro pubblico promosso dal Comune di Marino per discutere il progetto dell’inceneritore previsto a Santa Palomba. Presenti cittadini, comitati e amministratori, uniti nella richiesta di maggior tutela ambientale. Al centro del dibattito, i rischi per la salute e l’impatto sul territorio. Rete Tutela Roma Sud ha però evidenziato l’assenza di impegni concreti da parte dei sindaci sulle azioni che potrebbero fermare l’impianto. Tra queste, la richiesta di bonifica del Campo Pozzi Laurentino e del ripristino della sua salvaguardia

Inceneritore Roma, Consigli comunali straordinari: chiesta l'Inchiesta Pubblica da Albano, Ardea e Pomezia
credit foto: Rete Tutela Roma Sud


Lo scorso 14 luglio, a Santa Maria delle Mole (frazione di Marino) si è svolto un incontro pubblico promosso dal Comune contro il progetto dell’inceneritore di Roma, previsto da Acea a Santa Palomba. All’iniziativa hanno partecipato cittadini, comitati e amministratori locali, uniti nella richiesta di soluzioni alternative e maggior tutela ambientale. Il dibattito ha posto al centro questioni di salute pubblica e impatto sul territorio, tuttavia, secondo una nota di Rete Tutela Roma Sud, “non si è ancora parlato di un impegno concreto da parte dei sindaci sulle quattro proposte che possono bloccare l’impianto”.

Secondo gli esperti di diritto amministrativo – spiega la Rete – l’inquinamento del Campo pozzi Laurentino consente ai sindaci di bloccare l’inceneritore. Per questo, lo scorso giugno le associazioni di RTRS hanno chiesto a 50 consiglieri di Ardea e Pomezia di intervenire, bocciando la delocalizzazione dei pozzi come proposto da Acea ATO2, chiedendo la bonifica e una nuova istanza di salvaguardia. Il Campo pozzi, infatti, ricade nel territorio dei due comuni.

Secondo la Rete, le azioni concrete da mettere in atto sono le seguenti:

  • Istanza alla Regione Lazio per la bonifica del Campo pozzi Laurentino per la presenza di composti organici di origine industriale rilevati sia dalla ASL che dall’ARPA, in conformità con quanto previsto dalla legge regionale n. 13/2019.
  • Istanza alla Regione Lazio per la revoca in autotutela dell’archiviazione dell’area di salvaguardia del Campo Pozzi Laurentino (Determina Regione Lazio n. G03472 del 20 marzo 2025), in quanto non ha atteso l’approvazione da parte della conferenza dei sindaci e l’individuazione di una fonte di approvvigionamento alternativa, al fine di garantire la protezione delle risorse idriche del nostro territorio.
  • Richiesta a Città Metropolitana di ripristino della tutela del Campo Pozzi Laurentino, ivi incluso il terreno acquistato per il termovalorizzatore, come prevedeva la mappa approvata con determina CM n. 2449 del 14/07/2021.
  • Incarico a un ente di ricerca/università per ratificare l’incompatibilità del territorio con questo tipo di impianti.

“Per il momento abbiamo soltanto una delibera del Consiglio comunale di Albano Laziale sul Campo pozzi Laurentino”, spiega la Rete facendo riferimento a quella approvata alla fine di giugno contro l’archiviazione dell’area di salvaguardia del Campo Pozzi Laurentino, decisa dalla Regione Lazio su proposta di Acea. Il Comune aveva segnalato un possibile conflitto di interessi della società, chiedendo la bonifica dell’area inquinata e il ripristino della tutela che ne vieta l’uso per impianti di smaltimento rifiuti.

“Noi insistiamo, fermare il termovalorizzatore è possibile”, conclude la Rete.

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