Caos viabilità a Santa Caterina, Comune e Regione dimenticano il tratto locale della ciclovia Bari-Napoli

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Comitato Tutela del Territorio Area Metropolitana di Bari: "Per sollecitare un intervento riparatore lo studio legale Avv. Ascanio Amenduni, per conto del Comitato, il 14 gennaio scorso aveva scritto al sindaco di Bari, Antonio Decaro e alla Regione Puglia. Da entrambi il silenzio assoluto"

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I lavori effettuati dal Comune di Bari sulla viabilità di Strada Santa Caterina, autorizzati con una delibera di giunta municipale di ottobre 2019 in variante al progetto esecutivo di opere di urbanizzazione primaria, oltre ad aver aumentato il traffico di auto e mezzi pesanti, il consumo di suolo, l’esproprio di terreni agricoli e la congestione stradale in assenza di alcun piano di mobilità sostenibile, hanno ulteriormente pregiudicato la realizzazione di un tratto di pista ciclabile in sede propria su quella stessa strada fino al confine con Modugno, denominata Ciclovia Bari-Napoli con derivazione, a Bitetto, per Matera, pur prevista sia dal biciplan del Comune di Bari che,  dai piani dei trasporti e della mobilità ciclistica della Regione Puglia.

Per sollecitare un intervento riparatore lo studio legale Avv. Ascanio Amenduni, per conto del Comitato  Tutela del Territorio Area Metropolitana di Bari, il 14 gennaio scorso aveva scritto al sindaco di Bari, Antonio Decaro e al Direttore del Dipartimento Ambiente e Mobilità della Regione, Barbara Valenzano.

“Come noto – scriveva l’avv. Amenduni – tutta la zona di Santa Caterina, già fortemente compromessa dalla presenza di una elevata concentrazione di attività produttive e commerciali, sempre più in espansione anche per effetto di un ormai inadeguato e obsoleto strumento urbanistico vocato alla cementificazione e al  consumo di suolo, e priva di piani della mobilità sostenibile di persone e merci (es. PUMS, mobility managent, logistica sostenibile), risulta totalmente inaccessibile in bicicletta, nonostante strada Santa Caterina fosse già stata individuata dalla stessa Regione Puglia come sede stradale dove realizzare un tratto fondamentale e strategico di  Ciclovia nazionale dei Borboni (Bari-Napoli con derivazione per Matera),   come risulta dagli  stessi strumenti di pianificazione e programmazione regionali: progetto CYRONMED, PPTR,  L.R. n. 16/2008 su “Principi, indirizzi e linee di intervento in materia di piano regionale dei trasporti”,  L.R. n. 1/2013 su “Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica”, Piano Attuativo 2015-2019 del PRT e nel Piano regionale della mobilità ciclistica adottato con DGR n. 177  del  17/02/2020. La realizzazione di una ciclovia lungo Strada Santa Caterina assolverebbe sia ad una funzione di mobilità urbana sostenibile e di accessibilità in bici da Bari e da Moduno alla zona PIP di Santa Caterina, che ad una funzione cicloturistica”.

In realtà a gennaio dello scorso anno il Comitato  per la Tutela del Territorio Area Metropolitana di Bari aveva  già scritto al Direttore regionale Barbara Valenzano, per chiedere un intervento della Regione sul Comune, indifferente ad una precedente istanza a firma dell’avv. Ascanio Amenduni di diffida dal dare attuazione agli interventi sulla viabilità previsti dalla delibera comunale n. 755/2019 in variante al progetto esecutivo di opere di urbanizzazione primaria, di revoca degli effetti in autotutela e la messa in atto, per quell’area, e di predisposizione di un piano di mobilità sostenibile di persone e merci, in linea con gli indirizzi e le norme comunitari, nazionali e regionali.

Un incontro a febbraio 2020 si era tenuto in Regione su convocazione dell’ing. Valenzano, alla presenza del Comitato per la Tutela del Territorio e di un rappresentante del Comune al quale la Regione aveva chiesto di presentare in temi brevi una proposta progettuale tecnico-economica di ciclovia lungo Strada Santa Caterina.

Non avendo ricevuto alcuna notizia dopo un anno l’avv. Amenduni, su incarico del Comitato, ha scritto nuovamente al Comune e alla Regione per chiedere al primo se avesse predisposto il progetto e, in assenza, alla Regione se avesse messo in atto qualsiasi azione utile nei confronti del Comune di Bari inadempiente. Da entrambi il silenzio assoluto. Cosa vorrà mai significare? Sordità e insensibilità ambientale accomunano Decaro ed Emiliano.