Caro energia: per EY Future Consumer Index il 73% degli italiani è preoccupato per i rincari

Secondo i dati dell’ultima ricerca, in cima ai pensieri dei consumatori ci sono gli aspetti economico-finanziari e il clima geopolitico. Sale al 35% la priorità assegnata ai temi della sostenibilità rispetto al 17% dei mesi della pandemia

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Foto di Pexels da Pixabay

Più attenzione alla sostenibilità ambientale e sempre maggiore preoccupazione per gli aumenti dettati dal clima geopolitico, in particolare di elettricità e gas, del carburante e dei beni di prima necessità. Sono queste le principali tendenze emerse dalla seconda edizione dell’EY Future Consumer Index che delineano un quadro di transizione con ancora delle incertezze nei comportamenti dei consumatori legate alle attuali tensioni geopolitiche e conseguenti sfide economiche. I consumatori nel Paese si stanno preparando a far fronte alle difficoltà connesse alle spinte inflazionistiche e alla possibilità di una recessione economica. A riflettere questo scenario di incertezza e preoccupazione, secondo il 42% degli intervistati, le aspettative per il futuro sono destinate da qui ai prossimi tre anni a peggiorare, solamente il 25% crede che possano migliorare e il 33% ritiene che rimarranno le stesse.

La decima edizione dell’EY Future Consumer Index, che ha sondato le opinioni di oltre 18mila cittadini in tutto il mondo tra cui anche l’Italia, rileva che nel Paese il 73% dei consumatori dichiara di essere preoccupato per le proprie finanze e, sempre il 73%, prevede un ulteriore aumento del costo dell’energia per le famiglie nei prossimi sei mesi. Infatti, quasi il 50% degli italiani dichiara di concentrare i propri acquisti esclusivamente su prodotti e beni essenziali, dato in aumento rispetto a febbraio scorso quando si toccava appena il 40%.

Stefano Vittucci, Consumer Products and Retail Sector leader di EY in Italia, commenta: “Date le crescenti tensioni geopolitiche e gli impatti economico-sociali, i consumatori stanno di nuovo rivedendo le proprie priorità di consumo con maggiore attenzione ai prezzi e focalizzandosi sui beni primari in vista di un periodo che si prospetta essere ancora incerto e complesso. In questo contesto, le aziende si trovano a dover rispondere ad una richiesta di prodotti convenienti a fronte però di un significativo incremento dei costi legati agli effetti inflazionistici. Il focus sulle “Operations” (logistica e produzione) diventa quindi fondamentale nell’ambito di un più ampio obiettivo di ottimizzazione del prodotto e dei processi produttivi che deve anche integrare i temi della sostenibilità”. 

Secondo quanto emerso dall’EY Future Consumer Index, in cima alle preoccupazioni degli italiani vi è l’aumento dei prezzi e in particolare quello dell’elettricità, gas e acqua per oltre il 75%, del carburante per il 70%, e dei beni alimentari e di prima necessità per oltre il 65%. L’analisi relativa agli atteggiamenti di vita e di consumo registra una riduzione di coloro che sono preoccupati per l’emergenza sanitaria, passando dal 30% nel 2020, al 27% nel 2021 per arrivare oggi al 13% della popolazione. Inoltre, in relazione alle intenzioni di acquisto dichiarate, dall’indagine EY emerge che il 52% dei consumatori diminuirà i propri acquisti di prodotti non essenziali e il 48% si concentrerà su quelli essenziali.

La tutela dell’ambiente a guidare gli stili di vita e atteggiamenti verso i consumi

Si registra una certa crescita per quanto riguarda i temi legati alla sostenibilità, che raddoppia la propria consistenza rispetto a due anni fa, passando dal 17% al 35%. I consumatori italiani mostrano infatti una maggiore attenzione ai temi della sostenibilità confrontati con il resto del mondo. Infatti, tra i 24 Paesi analizzati nell’EY Future Consumer Index, l’Italia occupa il secondo posto come dimensione di questo segmento, preceduta solo dalla Cina (con il 38%).

Nonostante la crescente consapevolezza e volontà dei consumatori a vivere in modo più rispettoso dell’ambiente, gli sforzi sono frenati dall’aumento del costo della vita. Il 56% degli intervistati in Italia afferma infatti che il prezzo elevato dei beni e dei prodotti sostenibili li dissuade dall’acquistarli. Oggi i consumatori italiani sono più informati sull’impatto ambientale dei prodotti che intendono acquistare e questo riflette l’impegno crescente delle aziende nell’assicurare al consumatore una comunicazione trasparente e puntuale sui vari canali d’acquisto online o in negozio. Il 41% degli individui nel Paese utilizza le informazioni riportate sugli imballaggi per fare scelte d’acquisto sostenibili e il 47% ritiene che la mancanza di disponibilità di informazioni o di trasparenza possa dissuadere dall’acquistare prodotti sostenibili.

Un numero sempre minore di persone associa i prodotti sostenibili alla bassa qualità (63% maggio 2021 contro 51% giugno 2022) e un numero crescente di intervistati in Italia (72% a maggio 2021 contro 80% giugno 2022) si aspetta che le aziende siano sempre più impegnate nel generare un impatto positivo per rispettare l’ambiente e la società. I consumatori cercano nuovi metodi di consumo consapevole, come confermato dal il 92% degli intervistati nel Paese che dichiara di essere impegnato nel ridurre lo spreco alimentare e dal 31% che è intenzionato ad acquistare in futuro più prodotti di seconda mano.