Lo scorso 13 dicembre si è tenuta a Castel Gandolfo, in una location altamente simbolica davanti la Villa Pontificia, un’assemblea pubblica di grande partecipazione per ribadire il forte dissenso del territorio contro il progetto del termovalorizzatore. L’evento ha messo in luce la gravità e il paradosso dell’uso dei poteri speciali del Commissario straordinario per il Giubileo per realizzare un’opera che rischia di compromettere irreversibilmente il territorio, luogo che parla di storia e di cura della terra.
L’assemblea ha focalizzato l’attenzione sulle criticità tecniche e procedurali legate all’inceneritore, evidenziando che un impianto di tali dimensioni comporta impatti innegabili: emissioni aggiuntive in un’area già sotto pressione ambientale; prelievi idrici in un contesto di grave carenza dove i laghi stanno scomparendo; aumento del traffico e un modello di gestione dei rifiuti che frena la crescita del riciclo avanzato. Tali questioni oggettive avrebbero richiesto un percorso trasparente e partecipato, ma questo, come è noto, non è avvenuto.
Scarsa fiducia nel proponente Acea
A queste preoccupazioni si aggiunge la grave sfiducia nei confronti di Acea, il cui quadro complessivo delle attività delinea una propensione ripetuta a infrangere le regole.
È stato richiamato in particolare il rinvio a giudizio nel 2022 per Acea ATO 2 per disastro ambientale aggravato dovuto ai prelievi eccessivi che hanno causato l’abbassamento del livello del Lago di Bracciano nel 2017. Inoltre, nel novembre 2025, l’impianto Acea di Aprilia preposto al trattamento dell’organico è stato posto sotto sequestro giudiziario dal GIP del Tribunale di Latina con accuse che includono inquinamento e smaltimento illecito di rifiuti speciali.
Anche sul fronte della tutela dei dati personali dei cittadini, Acea Energia è stata coinvolta in un vasto sistema illecito che ha portato il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha sanzionare la società per 3 milioni di euro nel 2025.
L’inefficienza nella gestione della rete idrica da parte di Acea ATO 2 è stata evidenziata ad Albano Laziale, dove le perdite si attestano intorno al 49%, contribuendo al sovrasfruttamento delle falde.
Il momento cruciale della mobilitazione è dettato dalla convocazione della Conferenza dei servizi da parte del Sindaco metropolitano, avvenuta in modalità asincrona l’11 dicembre. Questa modalità è stata criticata per l’utilizzo del potere di deroga non nell’interesse pubblico, ma per comprimere la partecipazione dei cittadini.
In questo contesto di sfiducia, l’assessora all’ambiente di Pomezia, Amelia Paiano, e il Presidente del Consiglio di Castel Gandolfo, Paolo Gasperini, hanno lanciato un appello congiunto e categorico, sottolineando la necessità imprescindibile di mantenere il fronte istituzionale coeso e unito nell’esprimere il proprio dissenso alla realizzazione dell’inceneritore proprio nel periodo delle festività natalizie. Il messaggio è stato quello di “stringerci coorte”, istituzioni e società civile, per trasformare il “sassolino in valanga”.
Durante l’assemblea è stato richiamato l’alto monito morale di Papa Francesco contenuto nella Laudate Deum (2023), che denuncia specificamente come la decadenza etica del potere venga mascherata dalla falsa informazione. Le parole del Pontefice mettono in guardia contro l’illusione degli abitanti della zona attraverso promesse di progresso economico, quando in realtà non viene detto loro che resteranno con una terra devastata e condizioni molto più sfavorevoli per vivere e prosperare.
L’obiettivo dell’azione non è una battaglia “contro qualcuno, ma una battaglia per qualcosa”: per difendere il diritto a vivere in un ambiente sano, per tutelare il futuro dei figli e per difendere la dignità della democrazia.
La Rete Tutela Roma Sud ha già impugnato l’atto di archiviazione regionale che mette a rischio la salvaguardia del Campo Pozzi Laurentino, atto che si sospetta sia legato all’interesse di localizzare il termovalorizzatore da 600.000 tonnellate al confine tra Albano, Ardea e Pomezia. La prima udienza al TAR è fissata per mercoledì 17 dicembre 2025.
L’appello finale alla cittadinanza è quello di non cedere alla stanchezza e allo scoraggiamento, poiché “ogni presenza, ogni domanda fatta alle istituzioni, ogni incontro come questo è un seme” che germoglia se custodito dalla comunità. La sovranità appartiene al popolo, e la libertà va difesa ogni giorno.











