Clima, Anbi lancia l’allarme: in Italia 42 tornado in cinque giorni

Secondo l’ European Severe Weather Database (ESWD) sono stati ben 42 i tornado formatisi sulle acque territoriali italiane negli scorsi 5 giorni! A rendere noto l’allarmante dato è il settimanale report dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, analizzando le due trombe marine che, generatesi nelle acque antistanti l’isola di Favignana, in pochi minuti hanno provocato una decina di feriti più danni per 30 milioni di euro lungo

Clima, Anbi lancia l’allarme: in Italia 42 tornado in cinque giorni

Secondo l’ European Severe Weather Database (ESWD) sono stati ben 42 i tornado formatisi sulle acque territoriali italiane negli scorsi 5 giorni! A rendere noto l’allarmante dato è il settimanale report dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, analizzando le due trombe marine che, generatesi nelle acque antistanti l’isola di Favignana, in pochi minuti hanno provocato una decina di feriti più danni per 30 milioni di euro lungo le coste, nonché nell’entroterra siciliani tra Marsala e Petrosino.

Oltre ad edifici ed infrastrutture gravemente compromesse, pesantissime sono le conseguenze economiche per l’agricoltura con interi filari di vigneti abbattuti, penalizzandone anche le rese future, nonché piante di ulivo sradicate, condotte irrigue danneggiate, serre distrutte, azzerando investimenti pluriennali. 

Secondo gli esperti, almeno negli scorsi decenni non si ricordano eventi di tale portata in Italia. L’uragano storicamente più devastante nell’area mediterranea, avvenne nel 1851 sempre nel Trapanese e proprio in prossimità di Marsala: in quell’occasione venne raso al suolo gran parte dell’abitato di Castellamare del Golfo e furono registrate circa 500 vittime.

A quanto pericolosamente accaduto sull’Isola vanno aggiunti i numerosi nubifragi, che in poche ore hanno scaricato grandi quantità di pioggia soprattutto tra Lazio, Campania, Sicilia orientale, Calabria ionica e Puglia (mm.80 in meno di 2 ore sul Reggino, oltre 50 millimetri in un’ora sulla Calabria Ionica, mm. 60 in poche decine di minuti sul Foggiano).

“E’ chiaro il legame tra la proliferazione di eventi meteorologici fuori scala ed il costante riscaldamento del mar Mediterraneo dove, a causa della conformazione di bacino semichiuso, l’incremento termico, dovuto alla crisi climatica, è a velocità doppia rispetto agli oceani – evidenzia Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – Questa dinamica genera profonde alterazioni meteorologiche sull’intero continente europeo con ripercussioni più accentuate sugli Stati costieri, caratterizzando l’area come un laboratorio avanzato, dove quotidianamente si possono osservare gli effetti concreti del clima futuro.”

“Siamo ormai un Paese a forte e crescente rischio, ma le risposte in termini di adattamento sono colpevolmente lente di fronte all’accelerazione di una crisi climatica, che sempre più spesso ci pone di fronte a nuove sfide – dichiara Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI – Forti dell’efficienza dimostrata nel realizzare progetti anche nel rispetto di stringenti cronoprogrammi europei, ribadiamo la richiesta di avviare con urgenza i piani infrastrutturali da noi proposti ed in attesa di finanziamento. Ma non basta; quanto accaduto nel Trapanese dimostra la necessità di politiche complessive per salvaguardare i territori: dalle scelte urbanistiche ai criteri costruttivi fino alla gestione dei territori. L’estremizzazione degli eventi meteo necessita di scelte di sistema!”

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