“Siamo costretti a fare una campagna di portata europea contro la disinformazione climatica perché purtroppo ci sono ancora molti che cavalcano l’onda emotiva delle persone“. A dirlo è Roberto Cavallo, assessore all’Ambiente del Comune di Alba. Cavallo è tra gli ambasciatori del Patto europeo per il clima, l’iniziativa della Commissione europea che coinvolge cittadini, comunità e organizzazioni per l’obiettivo della neutralità climatica al 2050 e che ha avviato la campagna #ClimateFactsMatter per contrastare la crescente diffusione di disinformazione sul cambiamento climatico.
Secondo Cavallo è fondamentale non solo analizzare i fenomeni del cambiamento climatico ma anche diffondere, comunicare e divulgare. “Basta una nevicata più abbondante o una giornata fredda in un periodo caldo per far sì che parta il solito ritornello che dice che il cambiamento climatico non esiste o che non è opera dell’uomo – spiega l’esperto -. Qualcuno diffonde false notizie in buona fede o per bramosia del clic, senza rendersi conto che questo tipo di disinformazione crea a medio-lungo termine danni importanti a cui le persone non sono preparate”.
#ClimateFactsMatter: di cosa si tratta
Nel pratico, la campagna #ClimateFactsMatter si occuperà di produrre video, post, comunicati stampa e consigli pratici per coinvolgere i cittadini in un confronto più consapevole sui temi del clima. Chiunque può candidarsi al ruolo di ambasciatore, come individuo o come organizzazione, tramite questo link. Oltre a Cavallo, tra gli oltre 120 ambasciatori italiani figurano Alan Cappelli, Memi Crimi, Sara Roversi e Sara Segantin.
Il 23 aprile scorso i cinque esperti hanno pubblicato un video a testa su diversi temi. Cavallo ha parlato delle alluvioni sempre più forti e frequenti. “Nel 1994 – racconta l’esperto – Alba è stata colpita dall’alluvione più pesante del secolo scorso, tanto che gli scienziati la definirono con un tempo di ritorno di 200 anni. Se si allarga l’obiettivo si vede che da allora eventi simili hanno colpito la provincia di Cuneo, il Ticino, la Dora Riparia, la Dora Baltea e quindi la Val D’Aosta, la Val Susa e l’area del Pinerolese. Se ampliamo ancora un po’ lo sguardo si arriva all’Emilia Romagna, con tre alluvioni devastanti in un anno e mezzo. E poi recentemente la Sardegna, la Sicilia, il Molise e l’Abruzzo. Dobbiamo guardare gli eventi locali con ottica globale. Non è vero che gli eventi estremi ci sono sempre stati: oggi sono aumentati di frequenza e di portata”.
Cavallo è un esperto di economia circolare: “Non sono un climatologo – dice -, mi fa piacere sottolineare come nel momento in cui le emissioni continuano ad aumentare e incidono sulla temperatura del pianeta bisogna capire come ridurle. E a quel punto chi si occupa di energia dice la sua, chi si occupa di costruzioni dice la sua e io parlo di agricoltura, raccolta differenziata e riciclo. Prima di tutto bisogna rendere consapevoli e coscienti le persone sulle notizie false, poi si può approfondire“.
Prebunking e divulgazione
Il ruolo del cosiddetto prebunking, in questo senso, è fondamentale: la campagna #ClimateFactsMatter, invece di limitarsi a smentire informazioni false dopo la loro diffusione, vuole preparare i cittadini in anticipo. “Alcune notizie false appaiono molto veritiere al leggerle superficialmente: proprio come una maschera. Ci sono maschere un po’ più subdole che vengono indossate per non essere riconosciuti. Quindi il prebunking e il debunking sono molto importanti. Questa campagna vuole anche cercare di dare ai giornalisti dei canali di informazione che permettano di approfondire le notizie, capirle e togliere il velo di dubbio e superficialità che troppo spesso viene usato per ottenere qualche clic in più e muovere la pancia”.
L’assessore conclude paragonando la divulgazione alla difficoltà di riassumere un testo: “Quando alle medie o alle superiori l’insegnante di lettere ti chiede di fare il riassunto di un testo – spiega – è difficilissimo perché vuol dire conoscere così bene l’argomento da poterlo sintetizzare. Questa cosa forse è un po’ sottovalutata, magari si pensa che basti riprendere qualche frase. Ma non è così. Ecco la divulgazione è proprio questo”.











