CONOE alle Istituzioni: prioritario avviare progetti di collaborazione per smaltire l’olio vegetale esausto

Sono ancora molteplici le criticità che caratterizzano la filiera: dalla raccolta dell’olio vegetale esausto nelle case italiane e nelle navi fino all’aggiornamento del decreto End of Waste. Per questo il Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti, ha lanciato un appello nel corso della 25a edizione di Ecomondo, affinchè le istituzioni collaborino per incentivare il loro corretto smaltimento

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Educare e formare i cittadini e le nuove generazioni al corretto smaltimento degli oli e grassi vegetali ed animali esausti. Un rifiuto che, se correttamente smaltito, può diventare una risorsa preziosa per il Pianeta. Sono questi i pilastri su cui poggia l’appello del CONOE, Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti, lanciato nel corso della 25a edizione di Ecomondo.

Sono ancora molteplici le criticità che caratterizzano la filiera: dalla raccolta dell’olio vegetale esausto nelle case italiane e nelle navi fino all’aggiornamento del decreto End of Waste.

In questo contesto, diventa prioritario avviare dei progetti di collaborazione con le amministrazioni locali, al fine di intercettare l’olio vegetale esausto prodotto nelle abitazioni. “In questo contesto – dichiara Francesco Mancini, Direttore del CONOE – bisogna far squadra con gli altri soggetti istituzionali, a partire da ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni) fino ai singoli Comuni italiani, per realizzare una rete di raccolta capillare e diffusa. È per questa ragione che abbiamo sottoscritto un protocollo di intesa con l’ANCI, con l’obiettivo di contrastare lo sversamento irregolare degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti”.

Ad unirsi alla complessità del recupero degli oli nelle case italiane, si aggiunge una nuova sfida: quella di intercettare gli oli vegetali prodotti nelle navi e nelle strutture portuali. “Anche in questo caso, come in ambito domestico – sottolinea Tommaso Campanile, Presidente del CONOE – la raccolta e il recupero degli oli e grassi vegetali ed animali esausti è praticamente inesistente. Ad aggravare la situazione è il continuo sversamento degli oli nel mare che danneggia e inquina irreversibilmente l’ecosistema marino. È per questo che chiediamo al neonato Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e al Ministero del Mare e del Sud di formulare disposizioni e procedure che garantiscano la corretta gestione dei rifiuti in mare”.

Tra le richieste portate avanti dal Consorzio, nel corso della Fiera, c’è anche quella diretta ad aggiornare il Decreto End of Waste, del 5 febbraio del 1998, sull’individuazione dei rifiuti non pericolosi. L’obiettivo è quello di operare in un perimetro normativo chiaro, al fine di agire nella legalità.

Oli e grassi vegetali: da rifiuto a risorsa

L’olio vegetale esausto è un rifiuto altamente inquinante se non smaltito in maniera corretta. Basti pensare che solo 5 litri di olio vegetale esausto, versato nelle condutture fognarie, sono in grado di inquinare una superficie pari a un campo di calcio.

Se rigenerato, invece, l’olio vegetale si trasforma in biodiesel, con un evidente vantaggio per l’ambiente e per la bilancia energetica del nostro Paese.

Lo sportello per la legalità del CONOE per denunciare i reati nel settore degli oli vegetali esausti

In risposta all’accentuarsi dei continui atti illeciti condotti dalla criminalità organizzata nei confronti delle imprese che trattano gli oli vegetali esausti, il CONOE ha istituito uno sportello di assistenza alle imprese, vittime di furti o estorsioni, raggiungibile al numero verde 800.210.005 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00). Attraverso questo punto di ascolto e ai legali messi a disposizione dal Consorzio, le aziende possono avere maggiore facilità a denunciare gli illeciti. Una tutela importante per le aziende della ristorazione, dell’accoglienza, della trasformazione e conservazione di alimenti, detentrici di grandi quantitativi di rifiuto proprio per l’attività che svolgono e che vengono prese di mira dai clan per sottrargli illegalmente l’olio vegetale esausto.