Paesi Ue con migliori mix energetici possono risparmiare fino al 58% sulle bollette

A dirlo è il Centre for Research on Energy and Clean Air (Crea): i Paesi Ue con mix energetici più puliti risparmieranno il 58% in più sulle bollette rispetto alle controparti ancora agganciate ai combustibili fossili. Si tratta di 5,8 miliardi di euro nel 2026: gli investimenti in energia pulita sono cresciuti del 14% nel 2025 rispetto al 2022. Allo stesso tempo, però, la capacità dell'energia pulita di ridurre la sensibilità dei prezzi al gas è migliore quando detiene la quota più grande nella generazione di elettricità

energia pulita

I Paesi dell’Unione europea con mix energetici più puliti risparmieranno il 58% in più sulle bollette rispetto alle controparti ancora agganciate ai combustibili fossili. È quanto emerge da un’analisi del Centre for Research on Energy and Clean Air (Crea), un’organizzazione di ricerca indipendente fondata nel 2019 a Helsinki. L’Ue potrebbe risparmiare 5,8 miliardi di euro nel 2026 semplicemente grazie all’implementazione di energia pulita.

Gli investimenti in questo settore sono cresciuti del 14% nel 2025 rispetto al 2022. Ci sono però delle anomalie, come nei Paesi Bassi e in Polonia: in generale, la capacità dell’energia pulita di ridurre la sensibilità dei prezzi al gas è migliore quando detiene la quota più grande nella generazione di elettricità.

Cos’è successo dallo scoppio della guerra in Iran

Lo scorso 28 febbraio, il giorno in cui Israele e gli Stati Uniti hanno lanciato i loro primi attacchi sull’Iran, lo stoccaggio del gas europeo era al 30% della capacità, con nove dei 27 Paesi membri che registravano livelli di stoccaggio al di sotto della media dell’Unione.

Due giorni dopo, i prezzi del gas Ttf olandese era aumentato del 68% a 52,8 euro al magawattora, i livelli più alti degli ultimi due anni, mentre i mercati globali si sono rimescolati per adattarsi alla perdita di QatarEnergy Lng dalla catena di approvvigionamento. Con i mercati asiatici in competizione per i carichi che di solito venivano acquistati dall’Europa, le esportazioni statunitensi di Gnl verso l’Asia hanno raddoppiato in volume, mentre le consegne verso l’Ue sono diminuite dell’11%.

Mentre i prezzi del gas continuano a fluttuare, i membri dell’Unione rimangono preoccupati per i propri livelli di stoccaggio. Il commissario europeo per l’Energia Dan Jørgensen ha raccomandato che i Paesi riempissero le loro scorte in maniera costante durante l’estate per “mitigare la pressione sui prezzi ed evitare la corsa di fine stagione”, mentre la Banca centrale europea ha collegato l’instabilità dei prezzi alla dipendenza del blocco dai combustibili fossili.

L’analisi di Crea sull’importanza dell’energia pulita

Nonostante il forte aumento dei prezzi e i timori per le forniture, lo studio degli analisti di Crea Lauri Myllyvirta, Vaibhav Raghunandan e Panda Rushwood ha rilevato che il blocco è più protetto dalla sensibilità ai prezzi rispetto all’ultima crisi energetica del 2022.

Sulla base della domanda di energia e delle tendenze della produzione di elettricità registrate nel 2025, l’Ue potrebbe risparmiare 5,8 miliari di euro nel 2026 semplicemente grazie all’implementazione di energia pulita. Questa cifra sarebbe significativamente più alta se i prezzi del gas non fossero responsabili della decisione dei prezzi in molti Paesi, a causa del meccanismo dei prezzi marginali dell’Unione.

Nel 2025 ogni aumento dei prezzi del gas di 1 al megawattora ha portato a un aumento di 0,37 euro per megawattora dei prezzi dell’elettricità: si tratta di una riduzione dell’8% rispetto al 2022. Ciò è direttamente collegato all’allontanamento dal gas e agli investimenti in energia pulita, la cui quota verso la generazione di elettricità nell’Ue è cresciuta del 14% nel 2025 rispetto al 2022.

Ogni singolo Stato membro dell’Ue ha visto la propria sensibilità ai movimenti dei prezzi del gas ridursi nel 2025 rispetto al 2019. Allo stesso tempo c’è stato, in media, un aumento del 28% della quota di energia pulita nella produzione di energia.

Le differenze all’interno dei Paesi europei

Danimarca, Finlandia, Francia, Svezia e Slovacchia sono i Paesi con la più alta quota di energia pulita nel loro mix di elettricità: qui si potranno risparmiare fino a 8,5 miliardi di euro sulle bollette nel 2025. I risparmi delle nazioni con il mix energetico più sporco, Polonia, Italia, Grecia, Estonia, Paesi Bassi, saranno comunque del 58% più alti rispetto ai cinque Paesi ancora agganciati ai combustibili fossili.

La Svezia è la meno sensibile agli shock dei prezzi del gas nel suo mercato dell’elettricità. In media, per ogni aumento di 1 euro del prezzo del gas, la Svezia registra un aumento di soli 0,04 al megawattora. Il Paese è uno dei nove Paesi con uno stoccaggio di gas significativamente inferiore alla media Ue, ma la loro mancanza di dipendenza da quella fonte di energia isola ulteriormente il mercato dell’elettricità dallo shock dei prezzi: il 99% dell’elettricità svedese viene da energia pulita.

Spagna e Portogallo presentano prezzi dell’elettricità armonizzati, regolamenti e infrastrutture condivise come parte del mercato iberico dell’elettricità (Mibel). I due Paesi hanno visto una crescita del 21% dell’energia pulita nel 2025 rispetto al 2022. Ciò è stato in gran parte guidato da un aumento del 74% del solare, che ha contribuito per quasi un quinto alla produzione totale di energia – pari al gas – nel 2025. Nello stesso periodo di tempo, la loro sensibilità agli shock dei prezzi del gas è diminuita del 53%. Nel 2025, per ogni aumento di 1 euro del prezzo del gas, la zona di produzione congiunta di Spagna e Portogallo vedeva un aumento di 0,089 euro per megawattora, il terzo dato più basso del blocco.

Anche la Francia ha registrato una forte riduzione della sensibilità ai prezzi del gas, principalmente a causa di una crescita dell’8% della quota di energia pulita tra il 2022 e il 2025. La dipendenza del Paese dall’energia nucleare stabilisce anche il prezzo marginale a livello nazionale. L’energia idroelettrica è la principale fonte di flessibilità e la rende meno dipendente dal gas per bilanciare il carico, riducendo così i picchi di prezzo della merce sul mercato.

In netto contrasto, i Paesi Bassi, nonostante abbiano registrato un aumento del 31% della generazione di energia pulita, rimangono più sensibili ai prezzi del gas rispetto al 2022. Una ragione chiave di questa anomalia nei Paesi Bassi è che mentre la quota di energia solare ed eolica nell’elettricità è superiore alla media dell’Ue, il gas continua ad essere utilizzato come la più grande fonte di elettricità nel Paese. La maggiore sensibilità è anche legata al fatto che i Paesi Bassi sono altamente integrati nel mercato europeo del gas e quindi suscettibili agli shock trasmessi da vicini come la Germania.

In più, il gas ha tradizionalmente svolto un ruolo fuori misura nella produzione centralizzata di elettricità nei Paesi Bassi (22% del totale), con fonti di energia pulita, in particolare solare, che hanno grande rilevanza nella generazione di elettricità decentralizzata. Ciò significa che mentre il solare viene utilizzato in gran misura durante le ore diurne, altre fonti devono intervenire di sera, richiedendo la flessibilità fornita dal gas.

La Polonia è un’altra anomalia rispetto alla tendenza complessiva dell’Ue: nonostante la crescita significativa di energia pulita con un +48% dal 2022, la sensibilità ai prezzi del gas rimane relativamente più alta. Una ragione chiave di ciò è la rinnovata spinta della Polonia verso l’elettricità a gas per sostituire e ridurre il carbone, che rimane essenziale per oltre la metà della produzione totale di elettricità nel paese.

Il reindirizzamento della Polonia verso il gas, piuttosto che verso fonti di energia pulita, ha aumentato la produzione di gas del 132% nel 2025 rispetto al 2022. Questa maggiore dipendenza, che ha costituito il 13% del totale nel 2025, ha fatto sì che anche la sensibilità ai prezzi del gas è aumentata dell’87% a 0,36 al megawattora per ogni spostamento di 1 euro nel prezzo del gas.

Spostandoci in Europa centrale, i prezzi dell’elettricità in Ungheria mostrano una maggiore sensibilità ai prezzi del gas rispetto al 2022, in aumento del 22% all’anno. Mentre la produzione di energia pulita è aumentata del 13%, la crescita del solare, che è raddoppiato rispetto al 2022, ha evidenziato la mancanza di capacità di connessione alla rete: l’Ungheria è stata costretta a fare affidamento sull’energia a gas per mantenere la stabilità.

Poiché i mercati europei utilizzano una metodologia di determinazione dei prezzi marginale, l’energia a gas spesso rappresenta la base per tutti i prezzi dell’elettricità, soprattutto considerando che il nucleare e il solare hanno carichi di base bassi e costi marginali quasi zero. La capacità dell’energia pulita di ridurre la sensibilità dei prezzi al gas è migliore quando detiene la quota più grande nella generazione di elettricità e costituisce una parte importante del carico di base, spostando quindi il prezzo del gas sul mercato.

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