Crisi rifiuti di Roma, Virginia Raggi vuole riaprire la discarica di Albano e attacca la Regione Lazio

"L’inerzia della Regione Lazio ci costringe a questa decisione per evitare il peggioramento della crisi e conseguenze igienico-sanitarie per le persone. Su cinque discariche previste dalla Regione, soltanto due sono attive. E ad agosto chiuderà anche quella di Civitavecchia. Non hanno pensato ad una alternativa seria. Scaricano i problemi e la loro inefficienza sugli altri", ha detto la sindaca spiegando le motivazioni alla base della scelta

688

E’ sempre più caotica la crisi rifiuti di Roma. Secondo quanto riporta Adnkronos, la sindaca della Capitale Virginia Raggi ha chiesto di predisporre un’ordinanza urgente per imporre la riapertura della discarica di Albano Laziale. A quanto si apprende, in qualità di sindaca della Città Metropolitana, Raggi utilizzerebbe poteri commissariali per consentire la riapertura del sito in provincia di Roma, per il conferimento potenziale di 200 mila tonnellate di rifiuti.

Nelle ultime settimane, la sindaca ha chiesto ripetutamente la riapertura delle discariche presenti nel Lazio e ancora capienti, in modo da offrire sbocchi per il conferimento dei rifiuti, che restano in strada proprio per la mancanza di siti dove smaltirli.

L’inerzia della Regione Lazio ci costringe a questa decisione per evitare il peggioramento della crisi e conseguenze igienico-sanitarie per le persone. Su cinque discariche previste dalla Regione, soltanto due sono attive. E ad agosto chiuderà anche quella di Civitavecchia. Non hanno pensato ad una alternativa seria. Scaricano i problemi e la loro inefficienza sugli altri”, ha detto la sindaca spiegando le motivazioni alla base della scelta.

Il sindaco di Albano: “E’ inaccettabile”

“E’ qualcosa di inaccettabile. Se anziché andare avanti su un percorso istituzionale e di confronto per risolvere un tema delicato e complesso come quello dei rifiuti, si va a colpi di ordinanze, anche noi siamo pronti alle barricate e a rispondere con tutte le azioni legali necessarie’’. Lo dice all’Adnkronos il sindaco di Albano Laziale Massimiliano Borelli commentando l’ipotesi.

Al di là del fatto che ‘’ho saputo la notizia dalle agenzie stampa’’, ‘’vorrei capire – aggiunge Borelli – con quali poteri commissariali Raggi può fare un’ordinanza del genere. I poteri, a quanto mi risulta, li ha o il presidente della Regione o il Prefetto’’.

L’assessora Katia Ziantoni attacca la Regione Lazio

Nel frattempo anche l’assessora ai rifiuti di Roma Capitale, Katia Ziantoni, attacca la Regione Lazio su facebook.

“Hanno paura che Virginia Raggi vinca di nuovo. E per questo stanno volutamente lasciando i rifiuti in strada, tenendo in ostaggio Roma e i suoi cittadini. Dopo gli arresti della ex dirigente regionale del ciclo dei rifiuti, il sistema regionale, già precario, è andato in crisi e a pagarne le spese sono la Capitale ed i suoi cittadini. Già nel tavolo tecnico di oggi avevamo fatto presente al Prefetto che la ridotta capacità di trattamento degli impianti è legata all’assenza di sbocchi nelle discariche laziali e alle difficoltà tecniche ed economiche di avviare accordi fuori Regione”.

Ziantoni aggiunge: “Le ipotesi di Roccasecca ed Albano, infatti erano già al vaglio degli Enti convocati presso il Ministero della Transizione ecologica. La stessa discarica di Civitavecchia esaurirà le volumetrie residue nel mese di agosto. Così un piano regionale dei rifiuti basato sullo smaltimento in discarica rimane con un solo impianto in tutta la Regione, quello di Viterbo”.

“Virginia Raggi, come Sindaca della Città metropolitana interviene ora per l’inerzia della Regione Lazio e per l’inadeguatezza del suo piano dei rifiuti. Ricordiamo a Valeriani che nessuna Provincia è autonoma, così come non è autonomo alcun Comune. Il suo piano regionale, tra l’altro, prevedeva 36 mesi dall’adozione, avvenuta ad agosto del 2020, per raggiungere l’autosufficienza degli ATO, ovvero degli ambiti provinciali. Ma questi organismi, dopo più di 20 anni, non sono mai stati neppure previsti”.