Pietro Franzese da Milano a Capo Nord per il Banco Alimentare della Lombardia

L'obiettivo era quello di promuovere la sostenibilità e combattere lo spreco di cibo. “Pedalare fino a Capo Nord partendo da casa propria è stata un'esperienza senza paragoni”, ha detto Franzese

1992
Capo Nord per il Banco Alimentare della Lombardia

Si è conclusa venerdì 5 agosto alle 13 l’avventura di Pietro Franzese, in bici fino a Capo Nord per il Banco Alimentare della Lombardia. Partito il 18 giugno da Piazza del Duomo a Milano, il cicloviaggiatore solitario ha percorso in scatto fisso 4.700 chilometri in quaranta giorni con nove di pausa. L’obiettivo era quello di promuovere la sostenibilità e combattere lo spreco di cibo.

Altri numeri per dare il senso e le proporzioni del viaggio: non sono mancate le salite (20mila metri di dislivello complessivi), sempre pedalando a scatto fisso, con un rapporto 44×17 (questa la rapportatura scelta per il 95% del percorso, il restante con un 44×25 sempre scatto fisso); almeno cinquanta le banane mangiate, mentre dei bicchieri di birra (sempre bevuta responsabilmente e con moderazione, per integrare) non si è tenuto il conto. Otto gli stati attraversati. Un bagno in acque dolci, fatto in un lago oltre il circolo polare artico, e uno in acque salate, nel Mar di Barents a Honningsvag in Norvegia (a 30 chilometri da Nordkapp).

La tappa più lunga è stata di 173 chilometri, la più breve di 64, per una media di circa 100 chilometri percorsi al giorno. Altitudine massima raggiunta i 1.372 metri del passo del Brennero, la minima i 224 metri al di sotto del livello del mare nel tunnel di Capo Nord. Ventisei le notti trascorse in freecamping. Qualche volta ha fatto freddo (minime registrate, in notturna, di 3° e pedalando di 8°), qualche altra volta ha fatto caldo (temperatura massima di 38°. Decine le renne avvistate per le strade della Lapponia, zero le forature (con i nuovi Corsa Next testati per Vittoria). Zero anche i problemi meccanici alla bici. Grado di felicità all’arrivo? Incalcolabile! Oltre 3.900 sono invece gli euro raccolti con il crowdfunding per il Banco Alimentare della Lombardia.

“Pedalare fino a Capo Nord partendo da casa propria è stata un’esperienza senza paragoni”, ha detto Franzese. “Viaggio in scatto fisso da più di 6 anni ma mai come in questa avventura mi sono sentito felice e realizzato una volta giunto alla meta! I paesi scandinavi sono stati i più ‘tosti’ da attraversare, ma in cambio della fatica ho sempre ricevuto la bellezza della natura come mai l’avevo vista. Laghi, paludi, fiumi, foreste interminabili… questo lo scenario che mi ha fatto compagnia per centinaia di chilometri, lontano da qualsiasi centro abitato! Ho dovuto affrontare anche giornate fredde, con tanta pioggia e vento contro (soprattutto in Lapponia) ed essendo in totale autonomia è stata una vera sfida. Ma l’ho ‘portata a casa’ e sono contento di averlo fatto per una causa che ritengo nobile, ovvero quella di raccogliere fondi per il Banco Alimentare della Lombardia”.

Pietro Franzese da Milano a Capo Nord per il Banco Alimentare della Lombardia

“Un’impresa eccezionale quella affrontata da Pietro che unisce il mondo dello sport a quello della solidarietà contribuendo a dare un aiuto concreto a chi oggi è in difficoltà”, afferma Dario Boggio Marzet, presidente del Banco Alimentare della Lombardia. “Con l’importo raggiunto, attraverso la raccolta fondi promossa da Pietro in occasione del suo viaggio in bicicletta, l’Associazione può distribuire cibo pari ad oltre 70mila pasti a persone e famiglie bisognose sul territorio. A lui va un grazie sentito, per la fatica e la determinazione ma soprattutto per la passione con cui ha sostenuto la nostra mission”.

Conclusa la sfida, per Franzese ne è iniziata subito un’altra, ovvero ritornare a casa privilegiando intermodalità e trasporto pubblico, dopo il primo passaggio datogli da una famiglia arrivata a Capo Nord in camper da Como e che lo ha riconosciuto dai profili social. A ulteriore conferma che, sebbene il viaggio fosse in solitaria, Pietro di sostegno ne ha ricevuto parecchio, anche da persone incontrate per caso sulla strada: chi offrendogli dell’acqua, chi una mela o una banana e anche, in qualche caso, ospitalità per una notte. Insomma, il viaggio in bicicletta come una vera esperienza di vita e di apertura al mondo, che presto Pietro Franzese racconterà pubblicando i video della propria avventura sul suo canale YouTube.