Deposito cauzionale, il servizio di Report a partire dalle bottiglie di vetro

Il 16 maggio la trasmissione Report ha raccontato le difficoltà che stanno incontrando le aziende del settore vinicolo, e non solo, nell’approvvigionamento delle bottiglie di vetro, e quale potrebbe essere una soluzione che risponde agli interessi dell’economia e dell’ambiente. Silvia Ricci, attivista e autrice esperta di gestione imballaggi, ne ha fatto un resoconto su buonrendere.it, il sito dedicato alla campagna italiana sul deposito cauzionale, misura individuata come risolutiva

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Il 16 maggio la trasmissione Report ha raccontato le difficoltà che stanno incontrando le aziende del settore vinicolo, e non solo, nell’approvvigionamento delle bottiglie di vetro, e quale potrebbe essere una soluzione che risponde agli interessi dell’economia e dell’ambiente.

Silvia Ricci, attivista e autrice esperta di gestione imballaggi, ne ha fatto un resoconto su buonrendere.it, il sito dedicato alla campagna italiana sul deposito cauzionale. Scrive Ricci: “Se è vero che il vetro è un materiale riciclabile all’infinito, e che anche da riciclato può sostituire la materia prima originale senza alcuna perdita di qualità, è però necessario che le bottiglie usate tornino velocemente nei cicli economici per essere riutilizzate o riciclate. Come campagna abbiamo dato il nostro contributo a questa seconda parte del servizio fornendo alcuni dati sui Sistemi Cauzionali europei e attraverso l’intervista di Enzo Favoino coordinatore scientifico della nostra iniziativa”. In sostanza viene proposta l’introduzione in pianta stabile del cosiddetto “vuoto a rendere” per gli imballaggi monouso per bevande (plastica, alluminio, vetro).

Report mostra l’esempio virtuoso della Lituania, paese europeo che ha avviato il suo sistema cauzionale nel 2016, uno dei 10 paesi Ue ad avere in vigore tale sistema: in soli tre anni la Lituania è riuscita a impedire l’emissione di 152 mila tonnellate di CO2 con una percentuale media di contenitori che vengono raccolti e riciclati che è passata da poco più del 30% del periodo precedente all’introduzione del Sistema Cauzionale, al 90% del 2018. Tutti i supermercati del paese sono obbligati per legge a imporre un deposito che vale 10 centesimi di euro sul prezzo di vendita di ogni bevanda che viene venduta in bottiglia di vetro, plastica, o in lattina di alluminio. I clienti possono recuperare il deposito (o cauzione) non appena conferiscono i contenitori vuoti negli appositi distributori automatici (detti anche RVM: Reverse Vending Machine) posizionati nei supermercati, e decidere se riscuotere la cauzione in denaro, o in buoni spesa.

Gli imballaggi conferiti nelle macchine vengono successivamente avviati a riciclo, oppure, nel caso delle bottiglie in vetro riutilizzabili e ricaricabili, agli imbottigliatori. Le bottiglie ricaricabili vengono igienizzate dopo ogni utilizzo e possono sostenere circa 10 rotazioni/riutilizzi ammortizzando così il costo di produzione.

E in Italia? Ricci spiega che per la grande distribuzione non si è ancora espressa pubblicamente rispetto all’adozione di un Sistema di Deposito nazionale, ma che potrebbe esserci un’apertura da parte di Federdistribuzione. Sul piano legislativo invece, si è fermi ad un emendamento approvato all’interno del decreto semplificazione del luglio scorso (che aprirebbe la strada ad un Sistema Cauzionale), ma si è ancora in attesa dei decreti attuativi. Il termine dei 120 giorni entro il quale avrebbero dovuto essere emanati dal Ministero per la Transizione Ecologica MITE, è scaduto a novembre.