
Slitta di un anno, dal 1° ottobre 2026 al 1° ottobre 2027, l’entrata in vigore delle limitazioni strutturali alla circolazione delle auto e dei veicoli commerciali diesel Euro 5 in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. È quanto previsto dal decreto legge che è stato approvato giovedì 24 settembre dal Consiglio dei Ministri, con le “misure urgenti per la continuità della circolazione nel settore dei trasporti”.
Per Salvini, si tratta di “un risultato importante che va incontro alle esigenze concrete di famiglie, lavoratori e sistema produttivo, evitando un blocco generalizzato che avrebbe avuto conseguenze rilevanti sulla mobilità e sulle attività economiche”.
Le associazioni ambientaliste italiane invece hanno sempre criticato questo ennesimo rinvio. Qualche giorno fa Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, quando Salvini aveva annunciato il decreto, aveva definito il rinvio un “segnale doppiamente sbagliato, sia per i cittadini sia per l’economia della regione”, perché “la cattiva qualità dell’aria non si affronta con rinvii e deroghe ma accelerando sui cambiamenti necessari. La Pianura Padana è il luogo in cui bisogna puntare non solo sulla sostituzione dei vecchi diesel, ma sul cambiamento della mobilità: sostenendo l’auto elettrica, la ciclabilità e il trasporto pubblico, e rendendo queste alternative realmente accessibili”.
In Italia circolano circa 3,5 milioni di autoveicoli e 0,6 milioni di veicoli commerciali con alimentazione diesel Euro 5, mentre oltre 1,2 milioni di autoveicoli e 200mila veicoli commerciali sono operativi nel Bacino Padano.
Di seguito la nota del Cdm sul rinvio del blocco:
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di circolazione dei veicoli ad alimentazione diesel appartenenti alla categoria ambientale “Euro 5”.
Il provvedimento differisce dal 1° ottobre 2026 al 1° ottobre 2027 il termine a decorrere dal quale le regioni Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna sono tenute a prevedere, nei rispettivi piani di qualità dell’aria, specifiche limitazioni strutturali alla circolazione delle autovetture e dei veicoli commerciali diesel “Euro 5”. La proroga assicura un periodo aggiuntivo per la definizione e l’attuazione di misure alternative idonee a concorrere al conseguimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti previsti dalla normativa europea e nazionale in materia di qualità dell’aria. L’intervento mira a contemperare le esigenze di tutela della salute e dell’ambiente con quelle relative alla mobilità delle persone, alla continuità dei servizi di trasporto e al sistema produttivo e logistico delle aree interessate.
Resta ferma, in base alla disciplina vigente, la possibilità per le regioni interessate di perseguire gli obiettivi di riduzione delle emissioni anche attraverso misure compensative alternative rispetto al divieto strutturale di circolazione dei veicoli diesel “Euro 5”, purché garantiscano risultati equivalenti in termini di abbattimento degli inquinanti atmosferici e siano coerenti con gli obblighi europei, nonché la facoltà di introdurre anticipatamente le limitazioni attraverso l’aggiornamento dei rispettivi piani di qualità dell’aria.


