Il Comitato No Inceneritore a Santa Palomba ha chiesto il blocco immediato dei lavori nel cantiere di Santa Palomba, in via Ardeatina km 23.600. La richiesta è contenuta in una serie di note inviate tramite Pec l’8 e il 23 settembre 2026 e indirizzate, tra gli altri, al sindaco di Roma Roberto Gualtieri, al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, ad Arpa Lazio, Città metropolitana e Carabinieri del Noe.
Il comitato riferisce inoltre di aver presentato un esposto ai vertici della Asl Roma 2, in particolare al Dipartimento di Prevenzione, al Sisp e allo Spresal.
Le segnalazioni sulle lavorazioni nel cantiere
Alla base della richiesta, secondo il comitato, ci sarebbero video e fotografie che documenterebbero attività di scavo e di insacchettamento di materiali che il comitato identifica come amianto, effettuate all’aperto e anche durante le ore notturne.
Il comitato sostiene che le operazioni sarebbero avvenute senza adeguate strutture di confinamento e isolamento e che potrebbero determinare la dispersione di fibre e polveri nell’ambiente. Si tratta di affermazioni contenute nella segnalazione del comitato, che non risultano verificate autonomamente sulla base degli elementi disponibili.
La preoccupazione viene riferita anche alla presenza, nelle vicinanze dell’area, di abitazioni, una zona industriale e strutture scolastiche.
Il rischio indicato dopo le piogge
Un ulteriore elemento segnalato riguarda le recenti precipitazioni intense. Secondo il comitato, l’acqua avrebbe raggiunto alcune cavità degli scavi e dilavato cumuli di materiale lasciati, a suo dire, senza adeguate coperture impermeabili.
Il comitato ipotizza quindi un possibile rischio di contaminazione delle falde e chiede che gli accertamenti ambientali comprendano anche questo aspetto.
Le richieste ad Arpa Lazio e Asl Roma 2
Tra le richieste avanzate figurano la sospensione immediata delle attività nel cantiere, invocando il principio di precauzione e la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.
Il comitato chiede inoltre l’accesso agli atti e ai dati relativi ai monitoraggi dell’aria, compresa la documentazione sui piani di rimozione dell’amianto e sulle autorizzazioni previste, richiamando la Convenzione di Aarhus.
Infine, viene chiesto ad Arpa Lazio e Asl Roma 2 di ampliare i controlli e le indagini ambientali, per verificare l’eventuale rideposizione di fibre e la possibile presenza di ulteriori contaminanti.
Le richieste del comitato dovranno ora essere valutate dagli enti competenti attraverso le verifiche e gli accertamenti tecnici previsti.



