Diesel Euro 5, Sima: “Servono trasporto pubblico, infrastrutture e mobilità sostenibile”

Sima interviene sull'annuncio di un nuovo rinvio dello stop alla circolazione delle auto diesel Euro 5: secondo l'associazione, il trasporto rappresenta circa il 31% delle emissioni nazionali di gas serra e oltre il 90% di quelle del comparto deriva dalla strada. Per il presidente Alessandro Miani, limitare la circolazione di alcune categorie di veicoli non basta senza investimenti in trasporto pubblico, infrastrutture e alternative all'auto privata

Torino semaforo antismog 17/01 stop Smog Torino: giovedì 26 e venerdì 27 febbraio blocco diesel Euro5 Diesel Euro 5, Salvini annuncia un nuovo rinvio dello stop

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha annunciato un decreto un ulteriore rinvio dello stop alla circolazione delle auto diesel Euro 5 in alcune aree del Paese. Sul tema interviene la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), che richiama il peso del trasporto stradale sulle emissioni climalteranti e sulla qualità dell’aria.

Secondo i dati Ispra riferiti al 2024 citati da Sima, il settore dei trasporti è responsabile di circa il 31% delle emissioni nazionali di gas serra. Oltre il 90% delle emissioni del comparto è legato al trasporto stradale. Nel lungo periodo, inoltre, le emissioni dei trasporti risultano ancora superiori di oltre il 10% rispetto ai livelli del 1990.

Il peso del trasporto stradale sulle emissioni

Sima sottolinea che il traffico stradale rappresenta una delle principali fonti sia di emissioni climalteranti sia di inquinanti atmosferici. I veicoli con motore a combustione interna alimentati da combustibili fossili contribuiscono alle emissioni di particolato, ossidi di azoto, anidride carbonica e altri inquinanti.

Il presidente di Sima, Alessandro Miani, osserva che l’introduzione di standard emissivi più severi, nuove tecnologie e combustibili più puliti ha permesso di ridurre le emissioni di diversi inquinanti atmosferici. Il settore dei trasporti, tuttavia, continua secondo l’associazione a rappresentare una criticità per quanto riguarda le emissioni di gas serra.

L’impatto dell’inquinamento sulla salute

Nel suo intervento Sima richiama anche gli effetti sanitari dell’esposizione agli inquinanti atmosferici. In particolare, secondo Miani, le evidenze epidemiologiche indicano un’associazione tra esposizione prolungata al particolato fine, soprattutto PM2.5, e un maggiore rischio di mortalità e di patologie cardiovascolari, respiratorie e oncologiche.

Per l’associazione, la riduzione dell’esposizione della popolazione agli inquinanti deve quindi rimanere una priorità di sanità pubblica.

Sima: servono alternative all’auto privata

Secondo Miani, intervenire limitando la circolazione di alcune categorie di veicoli e soltanto in determinate aree non è sufficiente a produrre un cambiamento strutturale. La posizione di Sima è che le politiche sulla mobilità debbano intervenire contemporaneamente sulle diverse fonti emissive.

Tra le misure indicate dall’associazione ci sono il potenziamento dei trasporti sostenibili e delle infrastrutture, lo sviluppo della rete ferroviaria e metropolitana e il rafforzamento del trasporto pubblico locale. L’obiettivo, sottolinea Miani, è mettere a disposizione dei cittadini alternative all’auto privata che siano efficienti e accessibili.

Articolo precedenteTorino, MeMo e mobilità ciclabile: Fiab chiede continuità agli investimenti
Articolo successivoBlocco diesel Euro 5, Salvini: “Possibile proroga per il 2027”