Torna il 22 aprile l’Earth Day, la Giornata della Terra, un appuntamento globale che invita a riflettere sul modo in cui la vita quotidiana si intreccia con l’equilibrio del pianeta. L’Earth Day è in grado di coinvolgere ogni anno milioni di persone in oltre 190 Paesi.
In questo 2026, la giornata mette al centro il tema “Our Power, Our Planet”, ovvero: il potere è quello dei cittadini, delle comunità e delle città, non solo dei governi. Si richiede una sfida collettiva: se da un lato i cittadini sono chiamati a cambiare stile di vita, dall’altro le istituzioni devono rendere queste scelte accessibili attraverso incentivi e infrastrutture.
“Ad ogni inizio anno le persone sono incoraggiate a reinventarsi – si legge su una nota degli organizzatori – Ci si ripromette di mangiare meglio, muoversi di più, spendere meno, sprecare meno, limitare la plastica, puntare a zero rifiuti, acquistare solo marchi etici e ridurre il nostro effetto sul cambiamento climatico. Ma poi la realtà colpisce. Dimentichiamo le borse riutilizzabili per gli alimentari, non possiamo permetterci i prodotti più ecologici, viviamo da qualche parte senza mezzi pubblici. Così il senso di colpa si insinua e improvvisamente la sostenibilità sembra meno speranza e più fallimento. La verità che il movimento ambientalista deve dire ad alta voce è che la sostenibilità non è mai stata pensata per essere perfetta. Il vero progresso ambientale è sempre venuto da un’azione collettiva e imperfetta, non dalla perfezione individuale“.
Più nello specifico l’Earth Day 2026 punta i riflettori su due questioni strettamente legate tra loro: la lotta alla plastica e la protezione della biodiversità.
La plastica, nonostante le prime deboli leggi per limitarne il suo utilizzo, è ancora una presenza costante. Quando non viene gestita correttamente, si trasforma in un problema diffuso: si accumula nei mari, si frammenta in microplastiche e si inserisce negli ecosistemi. È esattamente così che entra in contatto con la biodiversità, cioè con quell’insieme di specie animali e vegetali che rendono il pianeta vivo e complesso. Quando questo equilibrio si altera, le conseguenze non restano lontane, ma si riflettono anche sulla vita quotidiana.
In Italia, la Giornata della Terra si traduce in una rete di iniziative che uniscono grandi città e centri più piccoli. A Villa Borghese a Roma, per esempio, torna il tradizionale Villaggio per la Terra, con incontri, musica e attività dedicate alla sostenibilità. Nel Parco Sempione a Milano, sono previste iniziative all’aperto tra laboratori e momenti di sensibilizzazione ambientale, mentre in Piazza del Plebiscito a Napoli eventi e installazioni richiamano l’attenzione sul tema della plastica e della tutela del mare.











