Emissioni edilizia, Kyoto Club sul rapporto Ramboll: “L’Italia introduca una normativa adeguata”

Dopo aver presentato insieme all'associazione Green Building Council Italia (GBC Italia) il rapporto “Strumenti normativi EU27 per la riduzione delle emissioni nel ciclo di vita dei nuovi edifici” pubblicato da Ramboll, Kyoto Club ha spiegato come: "Attualmente in Italia non esiste una normativa volta a quantificare e limitare le emissioni di WLC per i nuovi edifici. A tal proposito, è necessario che il Governo e il Parlamento italiani sostengano la revisione della direttiva “Case verdi” e, come già avvenuto in Francia e in altri Paesi europei, vari una normativa nazionale per la riduzione delle emissioni di carbonio incorporate"

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ANSA/ DANIELE MASCOLO

Le associazioni ambientaliste Green Building Council Italia (GBC Italia) e Kyoto Club, durante il convegno organizzato dal Coordinamento FREE a “The Energy Transition Expo – KEY 2024” hanno presentato la versione italiana del rapporto “Strumenti normativi EU27 per la riduzione delle emissioni di carbonio nel ciclo di vita dei nuovi edifici” pubblicato da Ramboll, la multinazionale danese di architettura, ingegneria e consulenza.

Come spiega una nota di Kyoto Club: “Se vogliamo raggiungere gli obiettivi climatici europei al 2030 e al 2050 è necessario accelerare il processo di riqualificazione profonda del nostro parco immobiliare, altamente inefficiente e vetusto. Le emissioni climalteranti nel corso dell’intero ciclo di vita di un edificio, note come “whole-life carbon” (WLC), dipendono sia dalla fase di utilizzo degli immobili che dalle emissioni “incorporate” derivanti dalla produzione dei materiali, prodotti e componenti, dai processi di trasporto e costruzione del manufatto, dai trattamenti a fine vita dei rifiuti”.

“Fino a ora – continua la nota -, gli Stati membri dell’UE si sono concentrati principalmente sulla riduzione dei consumi energetici derivanti dall’utilizzo degli edifici, mentre solo Danimarca, Finlandia, Francia, Paesi Bassi e Svezia hanno adottato normative politiche nazionali per limitare le emissioni di carbonio incorporate. Tuttavia, la proposta di revisione della Direttiva “Case verdi” sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD) propone una valutazione complessiva delle emissioni totali”.

“I cinque Paesi citati dimostrano che è possibile regolamentare l’impronta di carbonio degli edifici, contemplando non solo le emissioni operative, ma anche quelle incorporate, e che ciò può essere attuato in tutti i Paesi dell’UE. Questa è la conclusione a cui giunge il rapporto “Strumenti normativi EU27 per la riduzione delle emissioni di carbonio nel ciclo di vita dei nuovi edifici. Repertorio di esperienze Europee” della società Ramboll, la cui traduzione in italiano è stata curata da GBC Italia e presentata stamattina alla kermesse “The Energy Transition Expo – KEY 2024” in occasione del convegno “Post superbonus. Proposte per riqualificazione energetica degli immobili” organizzato da Coordinamento FREE. Lo studio mette a confronto i cinque modelli nazionali per evidenziare somiglianze, differenze e best practice nell’approccio alle metodologie WLC, focalizzandosi sugli elementi e i processi che necessitano di un ulteriore sviluppo per la legislazione nazionale in materia”, ha spiegato Kyoto Club.

Secondo Clementina Taliento, responsabile ufficio stampa e comunicazione di Kyoto Club, “Attualmente in Italia non esiste una normativa volta a quantificare e limitare le emissioni di WLC per i nuovi edifici, sull’esempio dei cinque Paesi membri UE già citati. A tal proposito, è necessario che il Governo e il Parlamento italiani sostengano la revisione della direttiva “Case verdi” – che sarà discussa e, auspichiamo, approvata dal Parlamento europeo nella prossima sessione plenaria di marzo – e, come già avvenuto in Francia e in altri Paesi europei, vari una normativa nazionale per la riduzione delle emissioni di carbonio incorporate. Con il progetto ‘Per un salto di classe’, in partnership con Legambiente, chiediamo che venga impressa una forte accelerazione alla decarbonizzazione del settore edile – dato il suo contributo sostanziale a emissioni di gas serra e consumo di energia – in quanto questa sarebbe un trampolino di lancio verso il raggiungimento dagli obiettivi climatici dell’Unione europea”.

Marco Caffi, Direttore di Green Building Council Italia, poi, ha dichiarato: “In futuro la riqualificazione degli edifici dovrà traguardare sempre più l’obiettivo di efficienza e qualità dell’abitare tenendo in considerazione l’intero ciclo di vita. Questo rende necessario l’utilizzo di strumenti adeguati, come i protocolli energetico-ambientali che supportano l’integrazione delle strategie progettuali e le metodologie LCA permettendo il calcolo dell’impatto complessivo degli interventi costruiti. Da sempre GBC Italia si occupa di questi temi e recentemente ha pubblicato una metodologia italiana LCA per il calcolo delle emissioni di carbonio sull’intero ciclo di vita degli edifici. A Key Energy abbiamo presentato la traduzione in lingua italiana del Rapporto “Strumenti normativi EU27 per la riduzione delle emissioni di carbonio nel ciclo di vita dei nuovi edifici. Repertorio di esperienze Europee”, pubblicato da Ramboll, nel quale è illustrato lo stato dell’arte nei Paesi dell’Unione – Danimarca, Finlandia, Francia, Paesi Bassi e Svezia – che in tale ambito hanno la normativa più avanzata. Il lavoro è stato possibile grazie alla collaborazione con Kyoto Club e con la stessa società Ramboll; quest’ultima partner della rete Europea dei Green Building Council.”