Energia, in Italia rinnovabili in calo nel 2025 (-4%), ma possono far risparmiare 3,5 miliardi l’anno

Secondo Italy for Climate, la crescita delle rinnovabili rallenta in Italia mentre il dibattito pubblico si riapre sulle fonti fossili: le fonti pulite hanno già ridotto la dipendenza energetica e i costi, evitando miliardi di spesa ogni anno

Falsi miti sulle rinnovabili piattaforma I4C Energia rinnovabili 2025 installazioni calo

Nel 2025 la crescita delle energie rinnovabili in Italia ha registrato una frenata dopo anni di espansione. Le nuove installazioni si sono attestate a 7,2 GW, in calo rispetto ai 7,5 GW dell’anno precedente, segnando una riduzione del -4%.

A evidenziarlo è Andrea Barbabella, coordinatore di Italy for Climate, che sottolinea come il rallentamento arrivi in una fase considerata strategica per la transizione energetica.

Rinnovabili e riduzione dei costi energetici

Secondo le analisi del centro studi, lo sviluppo delle fonti rinnovabili ha già prodotto effetti significativi sul sistema energetico nazionale. In particolare, ha consentito di evitare circa 3,5 miliardi di euro l’anno di costi energetici aggiuntivi.

Nel periodo compreso tra il 2008 e il 2014, la capacità installata da fonti rinnovabili è passata da 24 a 51 GW, con un aumento della produzione elettrica da 54 a 112 miliardi di kWh.

Questo sviluppo ha contribuito a ridurre la dipendenza energetica dall’estero, abbassando la quota di fabbisogno coperta da importazioni dall’83% al 76%.

Il ruolo delle fonti fossili

Nel dibattito energetico nazionale, continuano a emergere posizioni favorevoli al ricorso a fonti tradizionali. Secondo Italy for Climate, tuttavia, la dipendenza da combustibili fossili rappresenta un elemento di criticità per il sistema energetico, anche alla luce della concentrazione delle risorse in pochi Paesi produttori.

Il rallentamento delle rinnovabili, in questo contesto, viene indicato come un fattore che può incidere sui costi complessivi dell’energia.

Produzione elettrica e alternative tecnologiche

Nel 2025 i nuovi impianti fotovoltaici hanno generato una produzione aggiuntiva di circa 9 miliardi di kWh.

Secondo le stime riportate, per ottenere un risultato analogo attraverso altre tecnologie sarebbe stato necessario attivare nello stesso periodo più impianti nucleari di piccola scala, evidenziando il contributo delle rinnovabili alla produzione elettrica nel breve periodo.

Transizione energetica e prospettive

I dati indicano come il percorso di transizione energetica resti strettamente legato alla capacità di incrementare la diffusione delle fonti rinnovabili.

Il rallentamento registrato nel 2025 si inserisce in un contesto caratterizzato da dinamiche energetiche complesse, in cui le scelte sulle fonti di approvvigionamento incidono direttamente sui costi e sulla sicurezza energetica del Paese.

Articolo precedenteEmilia-Romagna, inverno 2025-2026 tra i più caldi dal 1961