In Europa occidentale circa due bambini su tre sono stati esposti a ondate di calore estreme tra il 1° gennaio e il 14 luglio 2026. Lo rivela una nuova analisi di Save the Children – l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro – pubblicata mentre diverse aree del continente europeo sono colpite da temperature record e incendi senza precedenti.
Il numero di bambini e ragazzi esposti a episodi di caldo estremo nei primi sei mesi e mezzo del 2026 è già triplicato rispetto all’intero 2025, raggiungendo livelli superiori a quelli registrati in qualsiasi anno dal 2003.
I dati assumono un significato ancora più rilevante considerando che gran parte del periodo analizzato coincide con l’inverno e la primavera nell’Europa occidentale, stagioni generalmente caratterizzate da temperature più miti. Secondo l’Organizzazione, questo lascia prevedere che il bilancio complessivo del 2026 possa risultare ancora più grave.
Complessivamente, in Italia sono state circa 24 milioni le persone esposte a ondate di calore nei primi sei mesi del 2026, tra queste, 3,4 milioni sono minori. Poco più di 2 minori su 5 quindi (il 40.5% del totale di bambine, bambini e adolescenti), un valore doppio rispetto a quello complessivamente registrato nel 2025 quando i minori esposti a ondati di calore sono stati 1,7 milioni, il 20% del totale.
In Germania, il numero di bambini esposti a condizioni di caldo estremo nei primi sei mesi dell’anno ha già superato quello registrato complessivamente nei cinque anni precedenti. Nel Regno Unito, circa 10 milioni di bambini, pari a tre quarti della popolazione minorile, hanno sperimentato episodi di calore estremo nella prima metà del 2026, un dato superiore a quello di qualsiasi singolo anno degli ultimi trent’anni.
In particolare – sottolinea l’Organizzazione – i bambini già colpiti da disuguaglianze o discriminazioni, compresi coloro che vivono in povertà, i rifugiati, i minori con disabilità o con patologie pregresse, sono particolarmente vulnerabili agli effetti delle temperature elevate.

“Per molte persone, soprattutto per chi convive con malattie croniche, questo caldo non è semplicemente un disagio, ma un pericolo – ha dichiarato Zainab, 16 anni, attivista di Save the Children UK – Per alcuni il caldo estremo è sinonimo di gelati e giornate all’aria aperta; per altri si traduce in disidratazione, stanchezza estrema, vertigini e dolore. So bene cosa significa, perché convivo con il diabete di tipo 1 da gran parte della mia vita. Quando le temperature salgono, gestire la mia salute diventa più difficile. La crisi climatica non è qualcosa che osservo dalla finestra: la vivo sulla mia pelle. Il cambiamento climatico non colpisce tutti allo stesso modo, ma quando aumenta la temperatura aumentano anche le disuguaglianze”.
Save the Children evidenzia come il riscaldamento globale causato dall’uomo stia contribuendo alla crescente intensificazione di fenomeni estremi quali ondate di calore, siccità e incendi. A livello globale, l’esposizione dei bambini al caldo estremo è aumentata sensibilmente rispetto alle generazioni precedenti: negli anni Novanta e Duemila circa un bambino su dieci era esposto ogni anno a un’ondata di calore estrema, mentre nel decennio in corso la media è salita a uno su sette. Due dei quattro anni peggiori registrati dal 1990, anno di inizio della serie storica analizzata, si sono verificati negli ultimi tre anni.
Un rapporto pubblicato lo scorso anno da Save the Children e dalla Vrije Universiteit Brussel ha inoltre rilevato che quasi un terzo dei bambini nati nel 2020, pari a circa 38 milioni, potrebbe evitare nel corso della propria vita livelli “senza precedenti” di esposizione al caldo estremo se il mondo riuscisse a limitare il riscaldamento globale a +1,5°C entro la fine del secolo.
I rischi per la salute dei più piccoli sono particolarmente elevati a causa dello sviluppo fisico ancora in corso e della minore capacità di regolare la temperatura corporea. Le temperature estreme aumentano il rischio di una serie di problemi di salute nei più piccoli, tra cui squilibri elettrolitici, febbre, malattie respiratorie e disturbi renali.
L’ondata di caldo ha un impatto anche sul percorso educativo di studentesse e studenti. A giugno, alcune scuole in Francia e nel Regno Unito sono state costrette a chiudere temporaneamente o a modificare gli orari delle lezioni per proteggere bambini e personale scolastico dalle temperature estreme. In Italia, d’altro canto, si sono registrati casi di proteste di genitori nei periodi di ondate di calore estremo per via del caldo eccessivo nelle aule degli asili nido.
“Negli ultimi mesi la crisi climatica ha investito bambini e famiglie in tutta Europa con ondate di calore sempre più intense e difficili da sopportare – ha dichiarato Matilde Angeltveit, Senior Advisor e Global Climate Advocacy Lead di Save the Children – Il caldo estremo sta avendo ripercussioni dirette sulla salute e sul benessere dei minori, interferendo con il sonno, l’apprendimento e l’accesso ai servizi essenziali. Temiamo inoltre che il caldo possa avere delle conseguenze sulle produzioni agricole e causare un aumento dei prezzi alimentari, in un momento in cui molte famiglie stanno già affrontando grandi difficoltà economiche. I bambini sono tra i più vulnerabili agli effetti del caldo estremo, pur essendo coloro che hanno contribuito meno alla crisi climatica”.
Save the Children chiede che i diritti e le vulnerabilità dei bambini siano posti al centro delle politiche climatiche, con maggiori risorse a sostegno dei Paesi a basso reddito e che si proceda con urgenza all’eliminazione dell’uso dei combustibili fossili e dei relativi sussidi. Per l’Organizzazione, il tempo a disposizione per agire si sta rapidamente esaurendo: solo interventi immediati e ambiziosi potranno ridurre l’esposizione dei minori agli effetti sempre più gravi della crisi climatica e garantire loro un futuro più sicuro.










