European city air quality viewer: le città italiane tra le peggiori in assoluto

Le città italiane non brillano in questo nuovo strumento messo a disposizione dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, su 62 città analizzate solo 6 hanno una qualità dell’aria buona. I dati provengono da misurazioni a terra di PM2,5 effettuate da oltre 400 stazioni di monitoraggio effettuate in aree urbane e suburbane

1064
smog pianura padana

L’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) ha pubblicato online una nuova versione del visualizzatore della qualità dell’aria nelle principali città europee, classificate dalla più pulita alla più inquinata sulla base dei livelli medi di particolato fine (PM2,5) negli ultimi due anni solari.

Dal 2019 al 2020, le prime tre città più pulite d’Europa in termini di qualità dell’aria sono state Umeå in Svezia, Tampere in Finlandia e Funchal in Portogallo. Le tre più inquinati sono state Nowy Sacz in Polonia, Cremona in Italia e Slavonski Brod in Croazia.

Delle 323 città incluse nel visualizzatore, la qualità dell’aria in 127 città è classificata come buona e quindi un dato di PM2,5 pari o inferiore ai 10 microgrammi per metro cubo di aria (10 μg/ m3) come stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Nonostante vi sia stato un netto miglioramento della qualità dell’aria in Europa negli ultimi dieci anni, l’ultima valutazione annuale della qualità dell’aria dell’EEA ha rilevato che l’esposizione al particolato fine ha causato circa 417.000 morti premature in 41 paesi europei nel 2018.

“Sebbene la qualità dell’aria sia notevolmente migliorata negli ultimi anni, l’inquinamento atmosferico rimane ostinatamente elevato in molte città in tutta Europa – dice Hans Bruyninckx, Direttore Esecutivo dell’Agenzia – Questo visualizzatore della qualità dell’aria consente di fatto ai cittadini di vedere da soli, in un modo facile da usare, come sta andando la loro città rispetto ad altre sul fronte dell’inquinamento atmosferico. Fornisce informazioni concrete e locali che possono consentire ai cittadini di muoversi nei confronti delle loro autorità locali, per affrontare i problemi. Questo aiuterà tutti noi a raggiungere gli obiettivi di inquinamento zero dell’UE”.

La situazione nelle città italiane

Le città italiane non brillano in questo nuovo strumento messo a disposizione dell’Agenzia Europea per l’Ambiente. Infatti nella classifica generale è Sassari la prima delle città italiane e si piazza la 14° posto con un livello di qualità dell’aria definito buono e quindi inferiore ai 10 μg/ m3 di PM 2,5. Sempre buona è anche la qualità dell’aria delle città di Genova (26a), Livorno (64a), Salerno (81a), Savona (91a) e Catanzaro (94a).

Le brutte notizie arrivano nella seconda metà della classifica, dove ritroviamo quasi tutte le città italiane e tutte quelle Pianura Padana. In totale, su 62 città italiane, solo 6 hanno un livello di qualità buona, 23 hanno un livello di qualità medio (tra i 10 e 15 μg/ m3 di PM 2,5), 20 hanno un livello scarso (tra i 15 e 25 μg/ m3 di PM 2,5), mentre Vicenza e Cremona hanno un livello della qualità dell’aria molto scarso (superiore ai 25 μg/ m3 di PM 2,5) e infine per 11 città non ci sono dati.

I dati del visualizzatore

Il visualizzatore fornisce i dati sui livelli di particolato fine in oltre 300 città nei paesi membri e utilizza i quelli comunicati all’EEA dai suoi paesi membri ai sensi delle direttive UE sulla qualità dell’aria.

I dati provengono da misurazioni a terra di PM2,5 effettuate da oltre 400 stazioni di monitoraggio effettuate in aree urbane e suburbane all’interno delle città. Queste stazioni forniscono un quadro solido dell’esposizione della popolazione all’inquinamento atmosferico.

Le letture e le classifiche si basano su una concentrazione media annua di PM2,5 negli ultimi due anni, utilizzando dati aggiornati per l’anno più recente e dati sulla qualità dell’aria convalidati per l’anno precedente. La tabella classifica le città europee in base ai loro livelli medi di particolato fine negli ultimi due anni solari completi. L’EEA in futuro esaminerà l’integrazione di altri importanti inquinanti atmosferici nel nuovo strumento.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stabilito una linea guida basata sulla salute per l’esposizione a lungo termine al particolato fine di 10 microgrammi per metro cubo d’aria (10 μg/m3). L’Unione Europea invece ha fissato un valore limite annuale per il particolato fine di 25 μg/m3 nell’ambito delle politiche per fornire aria pulita in Europa.