“Nel 2015 tutti gli Stati del mondo, tra cui l’Italia, hanno firmato gli Accordi di Parigi. Contemporaneamente, qui a Sanremo vinceva Grande amore de Il Volo: proprio per questo grande amore per la Terra e per il nostro futuro, come Extinction Rebellion siamo scesi in azione per denunciare la presenza di Eni e Costa Crociere tra gli sponsor. La vita che abita questo pianeta muove tante persone verso la ribellione ai governi che hanno alimentato la grave emergenza ecoclimatica che oggi mette in ginocchio anche l’Italia. E alla Rai, che nega, disinforma e dà spazio a sponsor fossili, che tentano di ripulirsi inquinando la musica”.
È questo il commento di Extinction Rebellion in preparazione dell’azione di protesta inscenata nella prima serata del Festival di Sanremo: una decina di persone appartenenti al movimento per il clima ha invaso il blue carpet dell’Ariston mostrando cartelli e striscioni con slogan ispirati ai nomi delle canzoni in gara. L’obiettivo era denunciare le politiche ecocide e l’operazione di greenwashing dei principali sponsor: Eni, una delle principali aziende al mondo per emissioni di gas serra, e Costa Crociere, maggiore azienda di un settore responsabile di emissioni e rilascio di microplastiche.
Saltando le transenne che li separavano dal blue carpet, le persone appartenenti a Extinction Rebellion hanno mostrato slogan come “‘Stella Stellina’, l’ecocidio si avvicina”, o “Eni ‘sei tu’ che distruggi il pianeta”, o ancora “Bellissimo Sanremo ma ‘che fastidio’ questi sponsor”. La protesta è parte di una più ampia denuncia delle politiche di greenwashing di Eni, che da qualche tempo sta investendo in modo massiccio per sponsorizzare eventi sportivi e culturali nel tentativo di ripulire la sua immagine di gigante dei combustibili fossili.
Secondo un report del 2023 di Oil Change International, nel 2022 le attività commerciali di Eni hanno causato più inquinamento netto da gas serra a livello mondiale dell’Italia stessa. Un più recente studio dell’organizzazione A Sud mette in luce come Eni da qualche anno abbia messo in atto un’imponente strategia di marketing culturale, associando il proprio marchio a molteplici iniziative sportive e culturali, senza prendere però alcun impegno vero e proprio verso le cause sociali o ambientali che i suoi spot dicono di perseguire e senza attenzione verso quei territori in cui finanzia le iniziative.
Extinction Rebellion critica anche l’operato di Costa Crociere, altro main sponsor di Sanremo, che nonostante abbia pubblicato un piano di sostenibilità in cui si impegna a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, continua a promuovere l’uso del gas fossile (Gnl) per le sue navi da crociera, pubblicizzandolo come “sostenibile”.
“Così come sarebbe inaccettabile che le grandi aziende del tabacco sponsorizzassero il Festival, – spiega il movimento – è inaccettabile permettere alle aziende maggiormente responsabili della crisi ecoclimatica di usare queste occasioni per ripulire la propria immagine pubblica. Dal 1951 Sanremo è stata la colonna sonora della storia del nostro Paese. Ma non c’è musica su un pianeta morto“.
“Non possiamo permettere – continua Extinction Rebellion – che un evento come il Festival di Sanremo, che celebra la musica e coloro che la creano, possa essere finanziato e sponsorizzato proprio da chi la minaccia, e con grande amore diamo voce alla scienza, che ci allarma da decenni sulle gravi conseguenze delle emissioni climalteranti e viene sistematicamente ignorata da governi che hanno ormai trasformato questa crisi ecoclimatica in emergenza sociale”.
La reazione delle Forze di Polizia alla protesta di Extinction Rebellion
La sicurezza del Festival è intervenuta immediatamente, strappando gli striscioni e trascinando via le persone. I protagonisti dell’azione sono stati trattenuti proprio nel box promozionale di Eni e 13 persone sono state poi portate in Commissariato per quello che sembrava essere “un fermo identificativo”: tra di loro non solo chi ha esposto cartelli sul carpet, ma anche alcune persone che stavano semplicemente riprendendo l’accaduto.
Secondo Extinction Rebellion si tratta di un fermo illegittimo, dato che tutti i soggetti coinvolti si erano fatti identificare sul luogo, subito dopo la protesta. Nei video diffusi dal movimento si sente chiaramente che i protagonisti chiedono ripetutamente agli agenti quale fosse il loro status giuridico, se in stato di fermo identificativo o in stato di arresto. In uno dei filmati, un agente afferma: “Non hai nessun diritto quando ti trovi in fermo di polizia” e, alla richiesta di chiarimenti, aggiunge: “Chi l’ha detto che non ti sottoponga a un fermo per identificazione? Il tuo documento potrebbe essere falso. Se non è un diritto lo vedremo dopo, non adesso”.
Alle 4.20, dopo oltre sei ore, l’ultima persona è stata rilasciata. I primi racconti descrivono comportamenti scorretti e non professionali da parte degli agenti sui quali Extinction Rebellion valuterà come procedere, sentiti i propri avvocati. Inoltre, a tutte le 13 persone sono stati notificati fogli di via obbligatori della durata da uno a tre anni, denunce per manifestazione non preavvisata (secondo l’articolo 18 del Testo unico delle Leggi di pubblica Sicurezza) e inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità (articolo 650 del Codice penale).
13 persone sono state quindi espulse da Sanremo per avere esposto dei piccoli striscioni in modo pacifico. I fogli di via sono stati infatti applicati in maniera strumentale: si tratta di una misura prevista dal codice antimafia per reati gravissimi, che lede il diritto costituzionale alla libera circolazione. Le denunce notificate questa notte per una manifestazione pacifica potrebbero poi tradursi in una decina di migliaia di euro di multa. Protestare pacificamente senza l’autorizzazione della polizia da ieri è infatti diventato un lusso che pochi si potranno permettere, secondo Extinction Rebellion.
Proprio durante la serata di inaugurazione del Festival è arrivata la notizia dell’approvazione del nuovo decreto sicurezza, che modifica l’articolo 18 prevedendo multe di migliaia di euro per chi manifesta il proprio dissenso senza aver dato preavviso alla Questura. Multe da 2mila a 10mila euro sono previste anche per chi “turba il pacifico svolgimento di una riunione in luogo pubblico”.
In una nota, il movimento afferma: “Questo è un appello al presidente Sergio Mattarella: il decreto colpisce forme di protesta legittime, limita pesantemente i diritti fondamentali e comprime lo spazio democratico del dissenso pacifico. L’80esimo anniversario della nostra Repubblica rischia di essere la fine della democrazia per come la conosciamo”.
“E se per il conduttore Carlo Conti – conclude Extinction Rebellion – «Sanremo è un racconto del nostro Paese, uno specchio, un’immagine viva degli aspetti sociali ma anche culturali ed economici dell’Italia» alla crisi ecoclimatica, con la quale facciamo ormai quotidianamente i conti, non viene permesso neppure di sostare all’ingresso“.












