Federdistribuzione, Italia Solare e Legambiente: accordo per lo sviluppo delle rinnovabili

Sei le azioni prioritarie individuate: massimizzare uso delle coperture commerciali per la realizzazione di impianti fotovoltaici; far diventare parcheggi commerciali parcheggi fotovoltaici; promuovere lo sviluppo delle comunità energetiche e lo sviluppo delle configurazioni di autoconsumo collettivo; incentivare l’uso dei sistemi di accumulo; promuovere l’installazione di colonnine di ricarica nelle strutture della distribuzione moderna, in cui 60 milioni di cittadini fanno la spesa

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Italia Solare

Federdistribuzione, Italia Solare e Legambiente auspicano un cambio di passo sulle fonti rinnovabili, anche attraverso una sinergia tra fotovoltaico e mobilità elettrica. Sulla base di queste premesse le tre organizzazioni hanno deciso di siglare un accordo che prevede diverse azioni per raggiungere gli obiettivi di sviluppo della produzione elettrica da Fer.

Per i prossimi 10 anni è necessario incrementare di 6-8 volte l’attuale trend di installazioni fotovoltaiche, spiegano le associazioni, e per questo è indispensabile stimolare in modo deciso tutti gli ambiti di applicazione: domestico, industriale/commerciale e utility scale. Allo stesso modo deve avvenire una trasformazione delle città e della mobilità che rappresentano un’altra grande sfida nazionale per la riduzione delle emissioni.

Sei azioni prioritarie

Sei le azioni prioritarie individuate per raggiungere gli obiettivi di sviluppo delle rinnovabili:

  1. stimolare la massimizzazione dell’uso delle coperture commerciali per la realizzazione di impianti fotovoltaici;
  2. sfruttare quanto più possibile i parcheggi commerciali per farli divenire parcheggi fotovoltaici;
  3. promuovere lo sviluppo delle comunità energetiche, anche per soggetti promotori e partecipanti diversi dalle PMI, intervenendo sulla normativa a livello europeo e nazionale;
  4. promuovere lo sviluppo delle configurazioni di autoconsumo collettivo, visto che le utenze della Distribuzione Moderna sono inserite spesso in edifici multi-utente o in complessi condominiali;
  5. incentivare l’uso dei sistemi di accumulo per le finalità di cui sopra e per l’ottimizzazione dell’approvvigionamento in autoconsumo dell’energia elettrica;
  6. promuovere l’installazione di colonnine di ricarica nelle strutture della distribuzione moderna, in cui 60 milioni di cittadini fanno la spesa ogni settimana.

Le richieste delle associazioni

Affinché le strutture della Distribuzione Moderna possano realmente divenire luoghi attivi e di sensibilizzazione alla transizione energetica, devono essere attuate misure indispensabili per permettere di stimolare gli investimenti richiesti per la realizzazione di impianti fotovoltaici sulle coperture degli edifici e sui parcheggi, oltre che l’installazione di sistemi di ricarica elettrica.

Perché questo avvenga le tre associazioni chiedono un credito d’imposta per impianti fotovoltaici realizzati per autoconsumo, un credito d’imposta maggiorato per pensiline fotovoltaiche realizzate per autoconsumo e un credito d’imposta per l’installazione di colonnine di ricarica per le auto elettriche. Tra le richieste anche incentivi specifici maggiorati nel nuovo DM FER per la realizzazione di pensiline fotovoltaiche e incentivi dedicati per l’installazione di sistemi di accumulo a servizio degli impianti fotovoltaici per la massimizzazione dell’autoconsumo.

Prioritario è prevedere anche una garanzia statale a copertura del finanziamento attivato per la realizzazione di impianti fotovoltaici per autoconsumo o autoconsumo collettivo nel caso di comunità energetiche e una riforma dell’orientamento fiscale che non preveda l’obbligo di versamento delle accise per l’energia autoconsumata da parte delle imprese responsabili dell’impianto fotovoltaico.

“Siamo davanti a una grande opportunità di vera trasformazione, una prospettiva che in un Paese come l’Italia, importatore di gas, carbone e petrolio, può aprire uno scenario straordinario di investimenti, rilancio industriale e lavoro – sottolineano le associazioni a seguito dell’accordo – ma serve attivare misure specifiche per permettere la realizzazione degli impianti”.