Finanza per il clima, Kyoto Club: proposte per sostenere la decarbonizzazione delle imprese

Dal convegno di Roma arrivano indicazioni rivolte a Governo e Parlamento in vista della legge di bilancio 2027. Tra le misure proposte, la proroga degli incentivi alle comunità energetiche rinnovabili, una certificazione per le imprese che utilizzano energia rinnovabile e criteri premianti negli appalti pubblici per le aziende a impatto sociale e ambientale

Finanza per il clima, Kyoto Club: proposte per sostenere la decarbonizzazione delle imprese

La finanza per il clima e gli strumenti per sostenere la decarbonizzazione del sistema produttivo sono stati al centro del convegno “La finanza per il clima: sfide e strumenti per la crescita responsabile delle imprese”, organizzato dal gruppo di lavoro Finanza di Kyoto Club il 28 ottobre a Roma, presso la Sala Capranichetta dell’Hotel Nazionale.

L’incontro ha riunito imprese, istituzioni, operatori finanziari, utilities, professionisti e mondo della ricerca per discutere di come favorire gli investimenti nella transizione ecologica. Tra i temi affrontati, l’integrazione dei criteri ambientali, sociali e di governance nelle strategie aziendali, il ruolo delle energie rinnovabili e il contributo delle amministrazioni pubbliche alla decarbonizzazione.

Secondo Patrizia Pizzini, coordinatrice del gruppo di lavoro Finanza di Kyoto Club, la transizione climatica rappresenta una sfida per la competitività delle imprese, perché coinvolge la capacità di innovare, attrarre capitali e rafforzare le filiere produttive. L’associazione intende portare le proposte emerse dal confronto all’attenzione di Governo e Parlamento, con l’obiettivo di favorirne l’inserimento nel dibattito sulla legge di bilancio 2027.

Comunità energetiche, proposta di proroga degli incentivi

Tra le misure presentate, ENERGRED propone di prorogare al 31 dicembre 2029 il termine per accedere alla tariffa incentivante destinata alle configurazioni di autoconsumo condiviso e alle comunità energetiche rinnovabili (CER). La proposta manterrebbe il contingente complessivo di potenza incentivabile a 5 GW, prevedendo la cessazione dell’accesso al raggiungimento di tale soglia. La proroga riguarderebbe la tariffa sull’energia condivisa, senza modificare le scadenze dei contributi PNRR.

Anche Banca Etica propone di estendere il termine al 2029 e di rafforzare il sostegno alle comunità energetiche, riconoscendone il ruolo nella transizione ecologica e nel contrasto alla povertà energetica. Il documento suggerisce inoltre una premialità aggiuntiva per le comunità che condividono oltre l’80% dell’energia prodotta e la stabilizzazione dei contributi in conto capitale a fondo perduto, per sostenere la creazione e la gestione delle CER.

Una certificazione per le imprese che utilizzano energia rinnovabile

Un’altra proposta di ENERGRED riguarda l’istituzione della certificazione volontaria “Impresa Rinnovabile”, rivolta alle aziende che coprono almeno il 30% del proprio fabbisogno elettrico annuo con energia da fonti rinnovabili.

La certificazione dovrebbe basarsi su requisiti verificabili di tracciabilità e addizionalità ed essere rilasciata da organismi terzi indipendenti accreditati. La proposta prevede inoltre la possibilità di riconoscerla come criterio premiale nei bandi pubblici pertinenti, entro un limite del 10% del punteggio complessivo e nel rispetto delle norme applicabili.

L’obiettivo è incentivare gli investimenti privati nella produzione di energia rinnovabile e nei contratti di approvvigionamento di lungo periodo.

Appalti pubblici, proposte per valorizzare l’impatto delle imprese

NATIVA propone invece di valorizzare negli appalti pubblici l’impatto sociale e ambientale delle imprese. In particolare, suggerisce di introdurre criteri premianti per le Imprese Impact e per le Società Benefit che pubblicano annualmente la Relazione di Impatto e adottano uno standard riconosciuto per misurare i risultati raggiunti.

La proposta mira a integrare nelle decisioni di acquisto della pubblica amministrazione il valore sociale e ambientale già misurato e rendicontato da queste aziende, orientando la domanda pubblica verso modelli d’impresa responsabili. Secondo il documento, la misura utilizzerebbe la rendicontazione già prevista per le Società Benefit, senza richiedere nuovi stanziamenti pubblici.

Le proposte presentate al convegno costituiscono una base di confronto da sottoporre al Governo e al Parlamento, individuando gli strumenti normativi più adatti per attuarle. Il percorso indicato da Kyoto Club punta a favorire gli investimenti nella decarbonizzazione e a rafforzare il collegamento tra competitività delle imprese, sviluppo dei territori e tutela ambientale.

Articolo precedenteCrisi climatica: 3 milioni di morti per il caldo tra 2016 e 2023
Articolo successivoTorino, dall’8 novembre la metro torna all’orario completo