Forestazione urbana: buoni propositi, norme e strategie non bastano, l’Italia è in ritardo

Lo dicono ASviS e Ispra nel Position Paper "Infrastrutture verdi urbane e periurbane", dove mettono in evidenza il ritardo del nostro Paese, che nonostante sia dotato di una legge e di un’apposita Strategia sullo sviluppo degli spazi verdi urbani, non investe abbastanza risorse. Grazie alla loro multifunzionalità, le aree verdi in città rappresentano infatti “una soluzione economicamente vantaggiosa e socialmente desiderabile, per i numerosi servizi ecosistemici che esse producono lungo la loro vita”

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Piantare solo alberi non basta, servono più risorse da destinare alla manutenzione e alla promozione della culturale naturale con stili di vita sostenibili. Sono questi alcuni tra i suggerimenti dell’ASviS (Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile) contenuti nel Position Paper “Infrastrutture verdi urbane e periurbane” coordinato da Ispra.

Il documento, elaborato nell’ambito del Gruppo di Lavoro sul Goal 11, che tra i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 Onu è quello dedicato alle città e comunità sostenibili, fa il punto della situazione italiana sulle politiche in atto in tema di forestazione urbana e individua alcune proposte per incrementare il verde pubblico nel nostro Paese.

Partendo da una visione del verde urbano come capitale naturale e non più come arredo urbano, l’AsviS e l’Ispra sottolineano il ruolo strategico della forestazione urbana e periurbana. Grazie alla loro multifunzionalità, le aree verdi in città rappresentano infatti “una soluzione economicamente vantaggiosa e socialmente desiderabile, per i numerosi servizi ecosistemici che esse producono lungo la loro vita”. Gli alberi in città rappresentano per esempio un aiuto per la termoregolazione e la mitigazione del fenomeno dell’isola di calore. Inoltre riducono il deflusso idrico superficiale in caso delle sempre più frequenti “bombe d’acqua”. Benefici della forestazione urbana che quindi, oltre a catturare e sequestrare anidride carbonica, migliorano la salute delle persone e rappresentano anche un valido aiuto all’adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici.

Per favorire il rinverdimento delle città, la Commissione Ue nel 2021 si è proposta di creare un’apposita piattaforma, condivisa con i sindaci, con l’obiettivo europeo di piantare 3 miliardi di alberi entro il 2030; obiettivo a cui è ovviamente chiamata anche l’Italia che dovrà contribuire con 227 milioni di alberi da piantare entro il 2030, contro i 6,6 milioni previsti nel Pnrr entro il 2024 (dato quest’ultimo riferito alle sole aree urbane e periurbane).

Ma l’Italia è in ritardo nonostante si sia dotata della legge n. 10/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” e, nel 2018, della “Strategia nazionale del verde urbano. Foreste urbane resilienti ed eterogenee per la salute e il benessere dei cittadini”. Strumenti che, si precisa nel documento, hanno contribuito a diffondere una a maggiore sensibilità verso i temi del verde e dei suoi benefici per le comunità urbane.

Eppure l’obiettivo di piantare milioni di alberi non è raggiungibile se non è accompagnato da una pianificazione attenta e specifica dell’intera filiera che va dagli interventi di messa a dimora degli alberi allo stanziamento di risorse economiche. A questo proposito, l’AsviS propone di investire di più sugli aspetti culturali, promuovendo per esempio stili di vita sani, con adeguate campagne di informazione e sensibilizzazione pubblica sul valore degli spazi verdi. Finanziamenti che, secondo l’Alleanza, dovrebbero essere indirizzati non solo alle Città metropolitane ma anche a tutti i Comuni e gli enti territoriali.

E tra le azioni prioritarie elencate nel Position Paper, in termini di politiche ambientali nei contesti urbani, non mancano la necessità di consolidare il monitoraggio del verde anche nei comuni con più di 15.000 abitanti e di legare gli investimenti del Pnnr a criteri di qualità e sostenibilità; investimenti da affidare “esclusivamente a soggetti pubblici e/o privati di comprovata competenza tecnica e professionale e a progetti coerenti con le indicazioni strategiche vigenti …e in conformità agli orientamenti tecnici sull’applicazione del principio “non arrecare un danno significativo””.