Fridays for Future in piazza il 3 marzo contro la guerra in Ucraina

All’appello lanciato dal movimento di attivisti ucraino hanno aderito diversi presidi, tra cui quello russo e italiano. FFF Italia: “Il protagonista di questo scontro è il gas, la stessa fonte energetica fossile che tutto il mondo dovrebbe abbandonare per salvarci”

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Gli attivisti di Fridays for future Ucraina lanciano un appello su twitter per un presidio globale il 3 marzo contro la guerra in Ucraina. “Siamo attivisti per il clima giovanile in #Ucraina e abbiamo paura. La guerra sta aumentando di ora in ora, non sappiamo cosa accadrà dopo. Facciamo breve: abbiamo bisogno che tu sia lì per noi. Chiediamo a Fridays for Future di protestare a livello globale, questo giovedì, per la fine di questa guerra!” si legge nel tweet. Un appello a cui hanno risposto, tra gli altri, anche gli attivisti russi: “Dichiarazione di FFF Russia sull’invasione militare russa dell’Ucraina. Noi, attivisti di FFF Russia, ci opponiamo a qualsiasi conflitto militare”.

Come riportato dall’Ansa, anche il presidio italiano ha aderito all’appello. “Ci uniamo a loro contro questa e contro tutte le guerre, rappresaglie e violenze che imperversano il globo. Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto accuse di ogni tipo, ci è stata data la colpa del conflitto e della povertà energetica per aver chiesto una transizione equa e un mondo diverso”, si legge in una nota.

Il movimento internazionale ha da subito preso posizione contro la guerra. In occasione dell’ultimo sciopero dello scorso venerdì, la fondatrice del movimento Greta Thunberg aveva manifestato davanti all’ambasciata russa con una bandiera ucraina.

“Non è la Terra a dover essere salvata. È chi la abita. È la vita. È l’umanità. Noi. Un pianeta ecologicamente sano ma attraversato da guerre e violazioni dei diritti umani non è il pianeta che vogliamo”, continua il testo di Fridays for future Italia riportato dall’Ansa. Fff Italia invita a liberarsi il prima possibile dai combustibili fossili come il gas – “tra le principali cause di guerre e conflitti” e “non continuare a investire in infrastrutture (Tap) e combustibili fossili che comunque ci manterranno dipendenti da altri Paesi.

Gli attivisti italiani porteranno il tema della guerra anche in occasione del prossimo sciopero previsto il prossimo 25 marzo. “La guerra è sempre portatrice di morte e distruzione, ai danni di tutte le parti coinvolte – si legge in una nota. Nel mezzo della crisi climatica dev’essere privilegiata l’unione e la cooperazione tra i popoli invece dell’ennesimo conflitto. Il protagonista di questo scontro è il gas, la stessa fonte energetica fossile che tutto il mondo dovrebbe abbandonare per salvarci. Lanciamo un appello alle banche italiane, in particolare Intesa San Paolo e Unicredit, le banche più armate d’Italia, che ogni anno spendono migliaia di miliardi di euro non solo nel fossile ma anche in esportazioni d’armamenti: smettete di spendere il nostro denaro nei conflitti. Basta finanziare la morte, è ora di finanziare il futuro. Il 25 Marzo torneremo in piazza in tutta Italia per lo sciopero globale per il clima”.