Fridays For Future: “35mila morti per caldo in Europa, torniamo in piazza”

Il movimento torna in piazza con uno sciopero per il clima programmato per il 16 ottobre. Sarà una manifestazione diffusa in tutte le principali città italiane, in molti territori si programmano cortei studenteschi, ma si dialoga anche con il mondo del lavoro: già indetto nella stessa data uno sciopero del comparto scuola da Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente

Fridays For Future: "35mila morti per caldo in Europa, torniamo in piazza"

“Non ci sono più dubbi ormai: il clima intorno a noi è già cambiato radicalmente e continuerà a farlo. Ma la scienza ci dice chiaramente che abbiamo ancora una possibilità per evitare che il cambiamento climatico esca dal nostro controllo e diventi irreversibile, spetta a noi invertire la rotta adesso”. Così Fridays For Future, in una nota in cui annuncia che il 16 ottobre tornerà nelle piazze italiane per chiedere a gran voce che il cambiamento climatico diventi una priorità politica.

“Sono passati 7 anni dai primi cortei del movimento – dicono gli attivisti – ma da allora i progressi fatti sono stati largamente insufficienti e anche se mantenessimo gli impegni presi, i governi del mondo non sarebbero comunque in grado di tenere la temperatura globale sotto la soglia necessaria per evitare la catastrofe. Le emissioni hanno continuato ad aumentare e oggi abbiamo bisogno di una nuova stagione di cooperazione mondiale, per evitare il peggio”.

“La crisi climatica oggi miete vittime – prosegue la nota – lo fa in tutto il mondo e ci mette di fronte a situazioni che non siamo preparati ad affrontare. Dal caldo torrido agli incendi, dalle alluvioni ai tornadoes inaspettati: i nostri territori non sono pronti e i soldi vengono spesi per altro, come produrre armi che non solo uccidono innocenti ma peggiorano anche la crisi climatica. C’è anche un altro dato: se 7 anni fa avevamo poco tempo per prendere decisioni cruciali, oggi ne abbiamo pochissimo e la posta in gioco è la più alta possibile”.

Per questo Fridays For Future torna in piazza: “Abbiamo imparato che solo una massa critica e determinata può creare un cambiamento concreto, diffuso e dal basso e al contempo costringere chi ci governa ad assumersi le sue responsabilità. Questo autunno abbiamo intenzione di portare il caldo torrido di quest’estate al centro dell’agenda politica” afferma Emanuele, attivista.

L’estate del 2026 è stata la più calda di sempre secondo i climatologi e la nostra area Mediterranea si scalda ad un tasso quasi doppio rispetto alla media planetaria. Una combinazione letale che ci ha portato ad ondate di calore devastanti per tre mesi, oggi seguite da tempeste e grandinate sulle nostre città. Sono almeno 35mila le morti in eccesso dovute al caldo quest’estate.

“Le soluzioni a tutto questo ci sono, oggi le rinnovabili possono essere parte della soluzione se legate ai bisogni dei territori. Noi torniamo in piazza perché dal 2018, quando abbiamo iniziato a manifestare, al 2021 il numero di paesi con impegni di riduzione delle emissioni allo zero netto è quadruplicato” afferma Sara di Fridays.

Sarà una manifestazione diffusa in tutte le principali città italiane, in molti territori si programmano cortei studenteschi, ma si dialoga anche con il mondo del lavoro: già indetto per il 16 ottobre uno sciopero del comparto scuola da Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente.

Carlo, attivista, aggiunge: “Sappiamo che non esiste giustizia climatica senza giustizia sociale: le manifestazioni per la Palestina dello scorso autunno ci hanno dimostrato che in Italia siamo pronti ad alzare la voce contro le ingiustizie, unendoci tutti nella stessa battaglia”.

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