Fusione nucleare e idrogeno per la Transizione Ecologica: le parole di Cingolani sconcertano gli ambientalisti

"Fra dieci anni avremo l’idrogeno verde e le automobili che andranno a celle a combustibile. Le batterie le avremo superate, perché hanno un problema di dismissione, e staremo investendo sulla fusione nucleare, che ora sta muovendo i primi passi nei laboratori". Così Roberto Cingolani, Ministro della Transizione Ecologica, in audizione nelle commissioni di Camera e Senato

1500

“La vera fonte energetica universale saranno le stelle. L’universo funziona con la fusione nucleare. Quella è la rinnovabile delle rinnovabili. Noi oggi abbiamo il dovere nel Pnrr di potenziare il ruolo dell’Italia nei progetti internazionali Iter e Mit sulla fusione. Quello è un treno che non possiamo perdere”. Ipse dixit Roberto Cingolani, Ministro della Transizione Ecologica, martedì 16 marzo nelle repliche alla fine dell’audizione nelle commissioni competenti di Camera e Senato sulle linee programmatiche del suo ministero e sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Parole che hanno sconcertato molti ambientalisti.

“Non possiamo non considerare l’idrogeno verde come la soluzione regina – ha detto ancora Cingolani -. Fra dieci anni avremo l’idrogeno verde e le automobili che andranno a celle a combustibile. Le batterie le avremo superate, perché hanno un problema di dismissione, e staremo investendo sulla fusione nucleare, che ora sta muovendo i primi passi nei laboratori. Dobbiamo cominciare a lanciare i nostri programmi, dobbiamo creare quel sistema che intorno a quel vettore energetico ci consenta di operare al meglio”.

Come spiega Qualenergia.it la fusione nucleare è una tecnologia confinata nei laboratori, con numerose incognite e molto lontana da una possibile applicazione reale. La stessa Iea, Agenzia internazionale dell’energia, nei suoi scenari al 2050 non fa alcuna menzione della fusione tra le soluzioni per abbattere le emissioni di CO2. Si è tornati a parlare di nucleare è vero, ma di nucleare tradizionale, non di fusione.

Reazioni

Uno dei primi a commentare l’intervento di Cingolani è Giuseppe Onufrio, presidente di Greenpecae Italia: “La fusione nucleare non c’entra niente con la transizione ecologica. L’Italia partecipa al progetto europeo Iter che punta a produrre energia nel 2035. Per quanto riguarda l’idrogeno verde l’unica strada possibile è produrlo grazie alle rinnovabili. Apprezziamo che Cingolani abbia ammesso che nel piano energetico del governo Conte due ci fosse troppo uso del gas ma aspettiamo a dare un giudizio sulle modifiche dopo che avrà definito le quantità di gas perché anche le parole sulle trivellazioni non sono state chiare”.

Si dice perplessa Monica Frassoni, presidente dell’Alleanza Europea per il risparmio energetico.

Molto critico Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, che dice: “Cingolani dimostra di avere un’idea fuori dal tempo e dall’Ue. La fusione nucleare la aspettiamo da cinquant’anni anni e nessuno crede che l’avremo a breve. Allo stesso modo l’idrogeno verde non sarà il combustibile delle auto. La Ue fissa i paletti per ogni stato per il 2023-26 e punta tutto sulle energie rinnovabili e sulla mobilità elettrica. Dire che le batterie inquinano significa ignorare le tante aziende che stanno lavorando sul recupero delle batterie”.

Proprio sulle batterie, è notizia di pochi giorni fa che il colosso automobilistico Volkswagen spingerà al amssimo sulla mobilità elettrica. La casa di Wolfsburg ha presentato i suoi obiettivi per le batterie e le infrastrutture di ricarica al 2030. In particolare è prevista la realizzazione di sei super-fabbriche di celle e batterie al litio in Europa con una capacità complessiva di 240 GWh/anno. Le prime due saranno in Svezia e in Germania, entrambe useranno energia elettrica rinnovabile. Un piano che sembra avere un orizzonte piuttosto diverso da quello dipinto dal Ministro Cingolani.