Mentre il mondo celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente, le giovani mediche/i e i professionisti della salute di Isde Italia alzano la voce: non è possibile parlare di cura delle persone senza occuparsi della salute del pianeta. Lo fanno nel giorno in cui le Nazioni Unite, con il tema “Inspired by Nature. For Climate. For Our Future”, richiamano governi e cittadini a guardare alla natura come alleata indispensabile nella lotta alla crisi climatica.
“Il cambiamento climatico è oggi, più che mai, lontano dall’essere una questione astratta – dice l’Associazione dei Medici per l’Ambiente – Ondate di calore, eventi meteorologici estremi, espansione delle zoonosi, perdita di biodiversità, una forbice delle disuguaglianze sempre più ampia: questi sono i sintomi di una diagnosi globale che rappresenta un’emergenza ecologica e sanitaria”.
I dati dell’OMS stimano che tra il 2030 e il 2050 il cambiamento climatico causerà circa 250.000 morti aggiuntive all’anno a livello globale, per malnutrizione, malaria, diarrea e stress da calore. Le fasce di popolazione più vulnerabili – bambini, anziani, popolazioni a basso reddito – pagheranno il prezzo più alto.
“Come medici, vediamo ogni giorno i volti di questa crisi – dichiarano i professionisti di Isde Young – Siamo convinti che la transizione ecologica non sia soltanto una scelta politica, ambientale o economica, ma anche un atto medico. E noi vogliamo essere in prima linea per scriverla”.
Le soluzioni basate sulla natura (Nature-based solutions) – il cuore della campagna Onu di quest’anno – rappresentano proprio il punto di incontro tra tutela degli ecosistemi e protezione della salute umana. Le foreste che filtrano aria e acqua, i suoli ricchi di biodiversità che regolano il clima, gli spazi verdi urbani che riducono lo stress e prevengono gran parte delle malattie, sono l’esempio della natura che prende la forma di un’infrastruttura sanitaria.
Isde Young chiede che questa consapevolezza si traduca in azioni concrete: politiche industriali e agricole che smettano di erodere gli ecosistemi, investimenti reali nelle energie rinnovabili, piani di adattamento climatico che mettano la salute delle comunità al centro. E chiede con forza che la voce della medicina si faccia sentire nei tavoli decisionali, a livello locale, nazionale e internazionale.
La salute non si difende solo negli ospedali. Si difende nei campi, nei boschi, nelle politiche ambientali, nelle scelte quotidiane. Per questo i Giovani di Isde sono qui: perché i nuovi medici e mediche credono che prendersi cura delle persone significhi, prima di tutto, prendersi cura del mondo in cui vivono.










