Giorni più caldi spingono più persone al pronto soccorso, una ricerca dal Messico

L’aumento delle temperature spingerà più persone nei pronto soccorso del Messico, aggiungendo pressione e costi a un sistema sanitario pubblico già sotto stress. Un nuovo studio condotto da ricercatori del CMCC evidenzia che i giorni caldi aumentano la domanda di cure urgenti, mentre i giorni freddi riducono le visite ai dipartimenti di emergenza, e che la relazione tra temperatura e morbilità dipende da diversi canali spesso trascurati, inclusi dinamiche comportamentali ed ecosistemiche

Giorni più caldi spingono più persone al pronto soccorso, una ricerca dal Messico

Quando le temperature medie giornaliere superano i 30 gradi, le visite al pronto soccorso nello stesso giorno aumentano di circa il 3,6–3,7% rispetto ai giorni con temperature tra 20–25 gradi. Al contrario, i giorni più freddi di 10 gradi registrano una diminuzione delle visite di emergenza di circa il 9% nello stesso giorno. Estendendo l’analisi a una finestra di 30 giorni dopo un’ondata di freddo, gli autori trovano che questa riduzione delle visite quasi raddoppia, raggiungendo circa il 16%.

Sono questi i risultati a cui è giunta una recente ricerca condotta in Messico dal Cmcc, il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici.

Lo studio analizza quattordici anni di registri provenienti da ospedali pubblici del paese latinoamericano tra il 2008 e il 2022. Combinando questo dataset amministrativo con dati meteorologici ad alta risoluzione del reanalisi ERA5, gli autori stimano come le variazioni giorno per giorno della temperatura media influenzano il numero di visite ai dipartimenti di emergenza in ciascun comune.

Il team si concentra sugli shock acuti alla salute che portano le persone a cercare cure urgenti, utilizzando un modello statistico che confronta giorni con temperature diverse all’interno dello stesso comune, mese e anno. Questo disegno permette di isolare l’effetto della temperatura stessa da altri fattori stagionali o regionali che influenzano gli esiti di salute, rendendolo uno dei primi studi a documentare un legame causale su scala nazionale tra temperatura e visite ai dipartimenti di emergenza in un paese in via di sviluppo.

“I giorni caldi spingono più persone nei pronto soccorso, mentre i giorni freddi, controintuitivamente, riducono gli accessi – afferma il ricercatore del CMCC e coautore dello studio Francesco Colelli – L’effetto delle temperature è essenzialmente lineare piuttosto che concentrato solo agli estremi e i cambiamenti climatici probabilmente comporteranno più visite al pronto soccorso, con un costo tangibile per i sistemi sanitari pubblici, anche al di fuori di episodi di calore estremo”.

Questi risultati contrastano con la relazione a U tra temperatura e mortalità, che lo studio conferma anche nei dati messicani, dove sia i giorni molto caldi sia quelli molto freddi aumentano i tassi di mortalità.

“Le visite al pronto soccorso calano nettamente nei giorni freddi e continuano a diminuire nel mese successivo, il che ci dice che le famiglie posticipano le cure piuttosto che smettere di ammalarsi – afferma l’autore principale dello studio e ricercatore del CMCC Luis Sarmiento – Questo sposta la conversazione da una storia puramente epidemiologica, dove il freddo causa semplicemente più malattie, verso una economica e comportamentale, dove la temperatura cambia anche quando e se le persone cercano cure. Il caldo agisce attraverso canali altrettanto concreti. I giorni caldi portano più morsi e punture da animali velenosi, più dengue perché le zanzare prosperano, e più infezioni batteriche, probabilmente a causa di cibi che si deteriorano più velocemente in condizioni calde”.

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