Greenpeace: “Coca-Cola introdurrà il 25% di bottiglie riutilizzabili ma serve arrivare al 59% entro il 2030”

La multinazionale ha annunciato che renderà riutilizzabile il 25% degli imballaggi per bevande entro il 2030. Dopo anni di campagna contro il monouso, Greenpeace accoglie con soddisfazione l’annuncio di Coca-Cola. Tuttavia, secondo l’organizzazione ambientalista è necessario andare oltre e arrivare all'obiettivo del 50% di packaging ricaricabile e riutilizzabile entro il 2030. Un traguardo indispensabile per un’azienda che ogni anno produce oltre 120 miliardi di bottiglie di plastica

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View of pressed plastic bottles before being recycled and turned into new products, stored at a warehouse in southern Santiago, on August 21, 2019. - Countries as diverse as Chile and Panama are searching creative solutions to give the plastic a second use or prevent it to end up in the sea. (Photo by Martin BERNETTI / AFP) (Photo credit should read MARTIN BERNETTI/AFP via Getty Images)

Coca-Cola ha annunciato che renderà riutilizzabile il 25% degli imballaggi per bevande entro il 2030. Dopo anni di campagna contro il monouso, Greenpeace accoglie con soddisfazione l’annuncio di Coca-Cola. Tuttavia, secondo l’organizzazione ambientalista è necessario andare oltre e arrivare all’obiettivo del 50% di packaging ricaricabile e riutilizzabile entro il 2030. Un traguardo indispensabile per un’azienda che ogni anno produce oltre 120 miliardi di bottiglie di plastica.

Secondo i monitoraggi dei rifiuti di plastica che invadono città, coste, mari e ogni angolo del pianeta realizzati in tutto il mondo dalla coalizione Break Free From Plastic, di cui Greenpeace fa parte, i rifiuti riconducibili a Coca-Cola sono i più abbondanti e hanno posto l’azienda americana al vertice di questa triste classifica per quattro anni consecutivi.

“Coca-Cola ha finalmente dato ascolto alla voce di milioni di persone che, in tutto il mondo, chiedono la fine dell’era della plastica monouso. Questo è un passo significativo nella giusta direzione, ma continueremo a insistere affinché Coca-Cola arrivi almeno al 50% di packaging ricaricabile e riutilizzabile entro il 2030. Coca Cola ha preso un impegno importante verso il crescente ricorso a packaging riutilizzabile: che cosa aspettano altre aziende come San Benedetto, Nestlé-San Pellegrino e Sant’Anna a seguire l’esempio? Abbiamo bisogno di soluzioni come questa per decarbonizzare l’economia, ridurre la dipendenza dai combustibili fossili – con cui viene prodotta anche la plastica – e limitare la produzione di rifiuti”, commenta Giuseppe Ungherese, responsabile della Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia.

L’Italia è uno dei Paesi che consumano più bottiglie di plastica al mondo e, secondo i dati diffusi da Greenpeace, dei circa 11 miliardi di bottiglie immessi in commercio ogni anno nel nostro Paese sette miliardi non vengono riciclati. Nei mesi scorsi Greenpeace ha perciò lanciato una petizione per chiedere alle aziende leader del mercato italiano come Coca-Cola, San Benedetto, Nestlé-San Pellegrino, Pepsi e Sant’Anna di ridurre drasticamente il ricorso a bottiglie in plastica monouso e adottare sistemi di vendita basati sull’impiego di contenitori riutilizzabili. In Italia la petizione è stata sottoscritta da più di centomila persone. 

Coca-Cola è tra gli oltre settanta firmatari di una dichiarazione che chiede un Trattato globale ambizioso per affrontare il problema dell’inquinamento da plastica. A fine mese i governi, le multinazionali e la società civile si riuniranno a una sessione dell’Assemblea sull’Ambiente delle Nazioni Unite (UNEA) per discuterne. Si tratta di un’occasione unica per consentire alla comunità internazionale di affrontare in modo efficace un problema sempre più drammatico come l’invasione dei rifiuti di plastica.